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Recensioni Soundcheck

Lessness – Never was but grey

Lessness si muove bene tra atmosfere new wave, post punk e post rock e sa utilizzare l’elettronica in maniera massiccia

Lessness, al secolo Luigi Segnana, compositore e produttore trentino, è uscito l’otto di Febbraio p.v. con l’album “Never was but grey”, di debutto del suo progetto solista. Dieci brani per oltre quaranta minuti di ascolto musicale complessivo, il CD si inserisce nel filone del pop rock elettronico che impegna oggi una miriade di musicisti e di gruppi anche nel nostro paese.
Si tratta di un disco che sembra muoversi bene tra atmosfere new wave, post punk e post rock e dove l’utilizzo dell’elettronica è massiccio. Il ritorno a suggestioni musicali tipiche di un’altra epoca (parliamo di quel periodo della storia della musica rock che va dalla fine degli anni Settanta agli anni Ottanta e anche oltre del Novecento) è gradito; il rischio, per gli autori che hanno fatto proprie e che ripropongono certe sonorità, è piuttosto quello di finire insieme alla propria musica nel calderone del già sentito o peggio ancora in quello dello scopiazzato. Ma non sembra, questo, il caso di questo CD: in quello che appare come un vero e proprio processo di “svecchiamento” di cose conosciute, le tastiere e la restante strumentazione elettronica giocano, ovviamente, un ruolo determinante.
Ad atmosfere cupe (te le aspetti, da un autore che sui social denuncia l’oscurità tra le proprie preferenze, The Cure, New Order, Joy Division tra le proprie predilezioni musicali, Dylan Thomas e Samuel Beckett tra quelle poetico letterarie) fanno spesso seguito aperture ariose e immaginifiche; il tutto risulta, in finale, cantabilissimo quando non addirittura orecchiabile. Disco quindi fruibile, “Never was but grey”, nonostante i numerosi richiami a tendenze musicali non tanto facili da metabolizzare.
Ne siamo più che convinti: canzoni come “WAIT”, “AWAY”, “WOULD YOU…?” e “HOW SHOULD WE LOVE THIS FEVER?” piaceranno a quella frangia di ascoltatori che amano le asperità della new wave e del post punk ma anche a molti di coloro che si accontentano di intrattenimenti musicali con minori pretese.

About the author

Giovanni Graziano Manca

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

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