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Recensioni

LeadToGold – I (First)

Fernanda Patamia
Scritto da Fernanda Patamia

novità che sa stupire in un panorama musicale votato ormai esclusivamente al finto alternativismo.

Se state cercando un album pazzamente fuori dagli schemi I (First) dei LeadtoGold fa di sicuro per voi.
Pubblicato lo scorso 27 Aprile per la Weapons Of Love Records, l’opera si presenta come un mix eterogeneo di stili musicali che vanno dal post-punk al downtempo passando per l’electro pop e il synth-wave.
Le cantilenanti voci di Sebastiano e Sergio Longo e quella più seducente di Giulia Serra ci accompagnano per tutte e tredici le tracce affrontando temi che ci trascinano in una realtà distopica, popolata da un’umanità quasi disumanizzata. Ecco che Sarah-Marie e Rodrigo in “2.57” si trasformano in due mostri generati dalla società a causa dell’ossessiva ricerca della perfezione estetica, mentre in “Ebony” una suadente voce femminile sussurra delle fantasie sessuali.
Grazie all’eclettismo dei componenti in questo spazio sonoro ipnotico trovano posto numerosi riferimenti al mondo della letteratura e del cinema: in “Eurotrash”, ispirato ad un racconto di Irvine Welsh autore del più noto Trainspotting, si raschia il fondo dell’oscurità umana con la violenza che ormai la fa da padrona, in “Room 101” il testo di ispirazione orwelliana non fa che accrescere il senso di alienazione e straniamento del brano grazie anche ai suoi synth acidi, mentre in “Interlude 2” la voce di Mena Suvari in American Beauty introduce “Millionaire”, il brano più pop dell’intera composizione.
Le atmosfere cupe catapultano l’ascoltatore in un ambiente asfittico e sinistro grazie anche alla scelta, bizzarra ma azzeccatissima, di affidare l’introduzione dell’opera alla voce di Charles Manson. Who Get Around” chiude il cerchio che “Where’d You Run?” aveva iniziato a tracciare: <<Who you are?>> . Sei l’accidioso disinteressato alle vicende della vita? Sei l’ossessionato dal sesso? Vuoi vivere di frivolezze e pensare ai soldi e alla bellezza estetica? Ti vuoi abbandonare alla violenza? Siamo tutto questo e niente: <<I’m Nobody>>, risponde Mr. Manson.
Il trio siracusano ispirandosi ai gruppi della scuola di Bristol ha deciso di percorrere con successo una strada poco battuta per creare un disco dalle sonorità claustrofobiche ma mai stucchevoli che si lascia ascoltare senza annoiare e soprattutto con curiosità e interesse poiché rappresenta quella novità che sa stupire in un panorama musicale votato ormai esclusivamente al finto alternativismo.

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