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Recensioni

L’Albero Del Veleno – Tale Of A Dark Fate

Fortunato Mannino

è un viaggio solitario lungo i sentieri dell’anima.

Poche parole, bellissime e inquietanti immagini, tanta bella musica a guidarvi lungo il viaggio. Tale Of A Dark Fate, secondo album della band fiorentina L’Albero Del Veleno, è un viaggio solitario lungo i sentieri dell’anima. L’album, che affonda le sue radici, frase spesso abusata ma in questo caso più che mai efficace, nel miglior prog rock sinfonico europeo, è concepito come un’opera in due atti.
Il primo, costituito da tre brani, un interludio e un intervallo che lo chiude, è intitolato /dedicato a Hypnos. Il dio del sonno e i sui fratelli Morfeo, Fobetore e Fantaso sono i protagonisti di questo primo atto. Gli Oneiroi, attraverso il sonno, materializzano persone, paesaggi e oggetti. Proiezioni di desideri e aspettative che Momus, l’interludio è a lui dedicato, ci ricorda con sarcasmo che è tutto illusione. Il secondo atto è intitolato /dedicato a Thanatos, fratello gemello di Hypnos, che, anziché regalare agli uomini un sonno ristoratore, regala il sonno eterno. Anche questo secondo atto è popolato di divinità greche legate in qualche modo a Thanatos. Le Moire, che tessono, filano e recidono la vita degli uomini, e al di sopra di tutti e tutto l’insensibile Ananke, forza misteriosa che regola il mondo e chiamiamo, convenzionalmente, Destino. Se l’interludio può rappresentare la presa di coscienza che rivela sarcasticamente la fallacia del sogno, il posludio che chiude l’opera è dedicato a Moros. L’intro solenne di pianoforte ci ricorda che questa figura misteriosa e onnipotente accompagna ogni essere vivente al suo ineluttabile destino.
Come ho scritto in apertura, non ci sono testi, per cui tutto è affidato alla Musica e alla fantasia. Atmosfere oscure che si richiamano all’horror, come si legge nel curriculum della band? A dire il vero non so rispondere a questa domanda. Le atmosfere sono cupe, spesso malinconiche, ma credo, almeno in questo caso, che l’horror non sia l’obiettivo. A mio modesto parere, Tale Of A Dark Fate, al di là dei riferimenti mitologici e fantasy, è racconto e metafora della Vita stessa.
Quindi si tratta di un album a cui abbandonarsi, con cui riflettere e su cui ripercorrere la propria storia guidati da un artwork superbo. La copertina e le undici tavole, bellissime già su cd, sono semplicemente fantastiche e… ci fanno ben sperare ad una successiva versione in vinile.
Album molto molto bello che consigliamo e che non poteva non trovare casa alla Black Widow Records.

 

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