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Recensioni

Maria Devigili – La Trasformazione

Claudio Donatelli

una giostra di melodioso ironico disincanto

Concetto semplice e diretto quello che viene cantato e suonato nel nuovo disco di Maria Devigili, seguire l’ispirazione che può indicare la strada che porta ad allontanarsi da una realtà spesso poco entusiasmante. Il trasformarsi diventa necessario, il mutamento è la soluzione che elude la foschia dell’immobilismo. Così anche la musica si fonde con i testi ironici, taglienti, freschi e così si muove e muta in bilico tra blues, art – rock, improvvisazioni, cantautorato.
La Trasformazione è il titolo del 2° disco di Maria Devigili, autrice e polistrumentista originaria di Trento. Girando per i suoi social network è facile capire come la sua musica stia piacendo molto in giro per l’Italia, suona live in ogni ambiente, calca palchi importanti per aprire i concerti di Cristina Donà, si scatena nei piccoli bar, o anche su un marciapiede.
La line up è essenziale, tutto viene sviscerato grazie alla sua bellissima e potente voce, la sua chitarra vintage e il fedele Stefano Orzes alla batteria. Il duo ovviamente si diverte anche a colorare ogni traccia di particolari inserti acustici come glockenspiel, djambè, più i fiati suonati da cari amici/ospiti.
La Trasformazione si compone di 12 tracce tutte molto originali, ben arrangiate e tra queste spicca sicuramente Spegnere-Gettare, forse la più anglosassone e rockeggiante. La canzone manifesto del cd è ovviamente la traccia che dà il nome al disco stesso, una piccola perla di minimalismo compositivo, una giostra di melodioso ironico disincanto. Tra le tante cose di cui questa giovane e stupefacente artista è protagonista, ci piace citare il tributo che ha fatto, durante il concerto del 1° Maggio in Piazza Maggiore a Bologna, a Freak Antoni leader degli Skiantos, interpretando Io Sono Uno Skianto.

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