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Recensioni

La Janara – La Janara

Fortunato Mannino

E’ un bell’album con una formula magica che induce a pigiare ripetutamente play

La proposta musicale di oggi ci consente di ricordare e ripercorrere un’amara pagina di Storia. Torneremo nell’epoca buia della caccia alle streghe, quando il fanatismo religioso toccò uno dei suoi apici e mandò a morire migliaia di persone sul rogo. Tra le vittime preferite le donne che, per colpe tutte da dimostrare e pregiudizi verificati con l’estorsione di una confessione, venivano condannate per stregoneria. Il fuoco purificatore avvolse e arse miglia di corpi illuminando e infestando i cieli d’Europa, segnando in modo indelebile, col marchio dell’infamia, un’epoca. In questo mondo spaventoso, carico d’orrore e fanatismo, ci porta La Janara che, nell’omonimo album, ripercorre la triste vicenda delle streghe beneventane, le janare appunto, che vennero perseguitate e uccise perché custodi di ataviche conoscenze o, più semplicemente, perché donne libere. Non mi soffermerò molto sull’aspetto storico, di cui ho già accennato, né sui particolari più scenografici, perché credo quelli siano abbastanza evidenti. Cercherò, invece, di isolare alcuni momenti di questo concept per esplicitarne una caustica attualità. Un quotidiano che ci dice che il fanatismo continua ad essere un male assoluto, almeno quanto il pregiudizio gratuito. Un pregiudizio che colpisce e discrimina ancora la donna e ci fa capire chiaramente che la tecnologia non è sinonimo di progresso né culturale né sociale.
L’attualità di un verso come
E capirai che se sei nata donna ti vogliono o santa o puttana (Cuore di Pietra) ferisce ancora l’intelligenza. Non stupisce, purtroppo, l’altro verso I vostri occhi non si accorgono della bambina sul rogo (Sul Rogo). Mi è quasi inevitabile pensare alle violenze fisiche e psicologiche che trasformano l’uomo in animale e la donna in mero oggetto. E la minaccia che caratterizza il ritornello de Le Janare Vi torneremo a prendere / Vi caveremo il cuore dal petto / Vi toglieremo lo sguardo dal volto / Guardandovi negli occhi può essere letta come l’augurio che il rimorso e il senso di colpa logorino l’esistenza di chi compie certi atti. Forse sono andato un po’ oltre ma… è il potere della Musica e dei Versi. Un momento a sé merita la splendida ballata Luce che chiude l’album. Una ballata delicata, eterea e struggente che racconta il momento in cui l’anima lascia il corpo e inizia il suo viaggio verso un’altra dimensione. Una ballata che Nicola Vitale e Raffaella Cangero, nucleo fondante del gruppo irpino, dedica a Giovanni Ilardo musicista partenopeo vittima di omicidio stradale.
Un album bello e importante che affonda le sue radici sia nell’hard rock e nell’epic metal sia nella musica popolare, una formula magica che induce a pigiare ripetutamente play. E che sia magica, lo dimostra anche il fatto che La Janara gode della benedizione della Black Widow Records.

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