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LA CULLA DI DIONISO

Annalisa Nicastro

Secondo la mitologia, Dioniso (più spesso conosciuto come Bacco, dio del vino) ebbe una nascita alquanto travagliata, essendo figlio di Zeus e Cibele, una delle tantissime amanti del signore dell’Olimpo. La culla in cui fu posto fu di fortuna, per vari motivi; era un “liknon” o ventilabro, che in italiano potremmo tradurre con “vaglio” o “setaccio”. Si trattava di uno strumento a forma di cesto che serviva a separare il grano dalla pula.
Il libro di Francesco Giardinazzo edito dalla Marietti porta questo titolo, La Culla di Dioniso appunto e tratta essenzialmente della musica e della poesia, con le relative somiglianze e differenze. In quattro corposi capitoli, l’autore indaga con profondità sul fenomeno delle canzoni e sulle affinità tra un compositore ed un poeta.
Il libro è di lettura non facile; l’autore è docente di Teoria ed analisi del testo letterario all’Università di Bologna, e si esprime in modo avanzato e dotto, con numerose citazioni di autori celebri che si sono interessati in qualche forma al medesimo argomento. Tra gli altri, compaiono Rainer Maria Rilke, poeta di lingua tedesca ma nato a Praga, nell’attuale Repubblica ceca, ed il nostro Dante Alighieri; solo per citarne alcuni, perché di citazioni ne compaiono tantissime altre.
Uno dei temi fondamentali del libro è la “riabilitazione” della canzone rispetto alla poesia ed alla cosiddetta “musica classica”, della quale la canzone è stata sempre considerata una parente povera. Non per niente le canzoni (chiamate spesso, con una punta di velato disprezzo, “canzonette”), fanno parte di quell’insieme che viene definito “musica leggera”. Perché leggera, si domanda l’autore? Forse perché per contrasto la musica classica è “pesante”, cioè culturalmente più impegnativa e nobile (e magari per molti noiosa), aggiungiamo noi?
Per esporre le sue teorie, Giardinazzo cita inoltre, ciascuno per un intero capitolo, due grandi studiosi della canzone: Demetrio Stratos e Vinicio Capossela. Il primo è vissuto tra il 1945 ed il 1979, morendo giovanissimo, ed è stato il fondatore del gruppo “Area”. Ma la sua più importante attività è stata la sperimentazione e la ricerca vocale, basate sulla voce come strumento musicale.
Vinicio Capossela non ha bisogno di presentazione, essendo notissimo al pubblico. E’ un poeta, cantautore e musicista italiano, sebbene sia nato in Germania, ed è tuttora sulla breccia. E’ autore di un libro, Non si muore tutte le mattine, pubblicato qualche anno fa.
Il libro di Giardinazzo offre spunti notevoli per la comprensione e l’approfondimento del fenomeno “Canzone”. Consigliamo al lettore di leggere con attenzione le pagine da 63 a 65, dove sono catalogati le varie tipologie di ascoltatore musicale, riprese da un opera di Theodor Adorno, sociologo di scuola tedesca. Ciascun amante della musica non stenterà a riconoscersi in uno dei tipi.
Per concludere, il libro di Giardinazzo è un ottimo complemento per la cultura musicale di chiunque, e si inserisce validamente nella biblioteca di tutti gli amanti della musica.

Giovanni Vitagliano (22.11.09)

La Culla di Dioniso
Storie Musicali del Passato Prossimo
Francesco Giardinazzo
Marietti

pp186, €18,00

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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