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Katia Colica e Antonio Aprile @ Associazione Culturale Magnolia

Fortunato Mannino

Letture che graffiano l’anima e ci crocifiggono ai nostri pregiudizi

Una serata speciale per diversi motivi quella a cui ho assistito l’altra sera (21 maggio n.d.r.). È stata, innanzitutto, la prima volta all’Associazione Culturale Magnolia e ringrazio Ezio pubblicamente per l’accoglienza. La storia dell’associazione è strettamente legata all’Arte, alla Legalità, al rispetto dell’Ambiente e mi piace scrivere queste parole con la lettera maiuscola, perché non sono parole comuni ma entità vive a cui ognuno di noi dovrebbe aspirare. Sapere che quel locale sequestrato alla ‘ndrangheta si sta rigenerando nella Legalità e nelle Arti è il segno tangibile che Reggio Calabria non può e non dev’essere etichettata solo perché pochi ne infangano il nome e la Storia. La sede in fieri racconta della rinascita di oggetti dimenticati o inutilizzati, di pedane destinate ad abbruttire il territorio che diventano mobili. Le locandine e gli oggetti d’arte testimoniano, invece, solidarietà del mondo della Cultura e dell’Arte al progetto, così come il murale dell’albero con solide e parlanti radici.
Un palco che ha visto esibirsi Katia Colica e Antonio Aprile, amici di sempre che, finalmente, hanno deciso di portare su cd le emozioni che regalano nei loro reading. Le letture sono tratte dai libri che Katia ha scritto e che le sono valsi riconoscimenti a livello nazionale. Storie che nascono dalla cruda realtà e che ci fanno vedere il mondo dalla prospettiva degli ultimi. Di quelli che spesso guardiamo con disprezzo pensando che, proprio perché ultimi, non abbiano un’anima, una storia da raccontare. Letture che graffiano l’anima e ci crocifiggono ai nostri pregiudizi.
Antonio, giornalista e bassista dei film Film Noir e dei Nerogrigio, col suo basso a sei corde disegna le atmosfere, accompagna con discrezione e delicatezza le parole, trascinando gli spettatori tra le pieghe di contrastanti emozioni: l’Io e l’altro, l’altro e l’Io. La differenza spesso è solo una questione legata al caso, l’indifferenza è anche una questione di pregiudizio e ignoranza. Difficile rimanere indifferenti. Difficile non emozionarsi quando Amore rima con Morte nel Canto delle lapidate (o della luce e delle pietre).
Una serata particolare che, anche adesso che ne scrivo, ha lasciato intatta la sensazione del Bello.

Accendino, Reading di Katia Colica e Antonio Aprile

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