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Recensioni

JESSICA EINAUDI – BLACK AND GOLD

Giovanni Panebianco

“Black And Gold” mi ha stupito e incantato al tempo stesso

Jessica Einaudi torna a mostrarsi al grande pubblico, dopo il disco d’esordio “Melt”, con un lavoro più crudo nelle sonorità, dal titolo “Black And Gold”. Certamente più intimistico e spontaneo, riesce a toccarci nel profondo maggiormente rispetto al predecessore. Lo avvertiamo nell’immediato. Ce lo sussurra all’orecchio “I Don’t Care”, candida, ammaliante, in un vortice dove i Massive Attack non farebbero difficoltà a trovarsi a proprio agio.
Le note dolci del pianoforte di “Golden Head” ci raccontano i momenti bui vissuti da Jessica nel periodo in cui l’album prendeva forma e la seguente “Sunlight”, allo stesso modo, di luminoso ha soltanto il titolo. Ma è una cupezza che dà speranza. Ha lo stesso calore umano che sa donare l’abbraccio di una madre.
Tra il Trip Hop e il Dream Pop, “Prison Of Mine” vive di aperture vocali focalizzate ad ipnotizzare l’ascoltatore, a puntellarlo dove dimora il dolore. “Starless”, il singolo apripista del disco, è un brano quasi estraneo ai suoi fratelli, con quel mood andante, fuori dagli schemi finora intravisti. Rappresenta una boccata d’aria, un attimo di luce. All’interno di “In Front Of My Eyes” ritroviamo le atmosfere decadenti e le suggestioni cinematografiche presenti in alcuni lavori risalenti al passato di Jessica, sia ne La Blanche Alchemie che nella sua fase come J Moon. “Take The Black” è forse il brano più Electro Rock: segue una via quasi ordinaria, e parlare di ordinarietà in un disco simile suona quasi come un’eresia.
La solida produzione di Federico Albanese, con cui ha militato nei già citati La Blache Alchemie, progetto che poneva le sue fondamenta in una musica eterea e malinconica, sorregge sempre in maniera convincente l’intero plot.
“Black And Gold” mi ha stupito e incantato al tempo stesso. Dal primo all’ultimo istante si percepiscono le vivide sensazioni contrastanti di una donna che si è messa a nudo, rivelandoci, in queste dieci tracce ambivalenti, i bagliori e le ombre della sua esistenza. Impossibile non emozionarci con lei.

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