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Interviste Sound&Vision

Javier Girotto @ Teatro Summarte

C’è sempre un grande coinvolgimento emozionale con Javier Girotto

Dopo lo straordinario successo di Stefano Di Battista a salire sul palco del Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) nell’ambito della rassegna “Jazz e Baccalà” diretta dal Direttore Artistico Elio Coppola, sabato 26 novembre il bravissimo sassofonista argentino Javier Girotto accompagnato dal pianista Francesco Nastro e con Luca Bulgarelli al basso e Peppe La Pusata alla batteria nel progetto “Pasos”.
Javier Girotto, sassofonista e multistrumentista italo-argentino è arrivato sul palco con la neonata formazione “New Direction” con la quale ha presentato il disco «Pasos» nel quale si respira tutta l’immediatezza dell’intesa tra i quattro musicisti e un notevole grado di libertà nel muoversi nei meandri di generi musicali diversi ma di grande coinvolgimento emozionale. È uno dei musicisti più sensibili e capaci che ci sia in circolazione, dopo gli studi presso il Conservatorio Provincial De Cordoba, a 19 anni si trasferisce negli Statuti Uniti dopo aver vinto una borsa di studio del Berklee College of Music e li inizia il suo particolarissimo percorso artistico. Il suo ambiente musicale è quello del jazz ma anche quello della musica popolare argentina, del tango in particolare, di cui è uno dei principali esponenti in Europa.
Arrivato a Roma alla fine degli anni Ottanta, si stabilisce in Italia collaborando con Horacio «El Negro» Hernandez, poi con il gruppo Six Sax, poi con gli Aires Tango con i quali pubblica 10 album in una sorta di rilettura del tango con elementi jazzistici che ha appassionato decine di migliaia di spettatori nel corso degli anni.
Al suo attivo ha una trentina di dischi, come leader o co-leader in quindici differenti ensemble che porta in giro per il nostro continente, passando con estrema disinvoltura al jazz classico, alle formazioni in solo, duo, trio, con grandi orchestre o sestetti di soli fiati. Diverse le collaborazioni con musicisti del panorama musicale nazionale e internazionale come Enrico Rava, Danilo Perez, Fabrizio Bosso, Bob Mintzer, Randy Brecker, Toni Servillo, Roberto Gatto, Ralph Towner, Maria Pia De Vito, Rita Marcotulli, Rosario Giuliani, Peppe Servillo, Danilo Rea, Avion Travel e molti altri.
Per “Pasos” l’incontro con Francesco Nastro è determinante per dar vita ad un progetto che approfondisce le tantissime contaminazioni che il jazz possiede e in modo particolare verso quegli aspetti musicali che danno ampio spazio alla composizione e agli arrangiamenti con strutture complesse e articolate con riferimenti ad elementi di musica classica, rock sinfonico, jazz nei sui molteplici generi.
A dominare la scena è il suono di Girotto capace di muoversi con un fortissimo senso della melodia in una gamma sonora estrema, tra le altezze dei sopracuti fino alle profondità baritonali con cui mette alla prova la vasta gamma delle sue ance. I brani, in parte scritti da Francesco Nastro (come “Una cancion para Alessandro o “Follow your dreams”) e in parte dallo stesso Javier Girotto (come “Strange days” o la bellissima “dos de Abril” che parla della guerra delle Falkland o “viaggio della Memoria” sul periodo della dittatura argentina) sono delle bellissime composizioni che hanno emozionato il numerosissimo pubblico presente in sala. Il concerto si è chiuso con le emozionanti note del brano “Pasos” che ha dato il nome all’album stesso.

Prima del concerto una bellissima chiacchierata con lo stesso Javier Girotto sul suo percorso artistico e sul progetto “Pasos”

Musicista straordinario, capace di mettere insieme le sonorità del mondo. Quando nasce la sua passione per il sax e per i tantissimi strumenti a fiato che lei magistralmente utilizza sul palco per eseguire la sua musica?
Parliamo proprio di tantissimi anni fa allora! Ho iniziato con la musica all’età di 8 anni con mio nonno che mi trasmesso questo amore per la musica e poi un po’ per gioco un po’ per le passioni trasmesse ho capito che poteva essere la mia unica strada e ho iniziato a studiare, ad impegnarmi su questa passione, andando avanti con lo studio, le esperienze per il mondo per cercare nuove ispirazioni, i viaggi, l’emigrare dall’Argentina prima negli Stati Uniti poi in Italia, incontrando tantissime persone e ho iniziato ad imparare tante cose da loro, i modi di fare musica e di porsi di fronte al pubblico, un circuito e un percorso che non ha fine perché non si finisce mai di studiare e di migliorare nel proprio cammino musicale, anzi penso che non basterebbero due vite per poter vivere e raccontare quanto si è appreso e si apprende ogni giorno in questo mondo particolare e meraviglioso che è la musica. Alla fine io sono convinto di essere nato per la MUSICA!

È stato definito il “giramondo del sax” perché unisce ad una tecnica straordinaria alla ricerca particolare di nuove sonorità e nuovi strumenti. Da dove nasce questo suo bisogno o desiderio di interpretare la cultura musicale del mondo?
Io utilizzo dei flauti andini e ricerco sempre degli strumenti che fanno parte della mia terra di origine, approfondendomi in un mondo musicale particolare fatto di diverse influenze culturali e musicali diverse tra loro e tramite questi, appunto, strumenti particolari riesco ad “inventarmi” e “rielaborare” quello che sento come emozioni in note, armonie, accordi particolari e mi hanno aiutato anche nel progetto che ho portato sul palco per tanti anni con gli Aires Tango. Stasera invece sarà la presentazione di un progetto diverso, che mi fa tornare al jazz, ma non tanto al jazz standard ma quello di ricerca sulle complessità ritmiche, sule composizioni più elaborate nella volontà di ricercare altre cose, altre ispirazioni nuovi stimoli creativi anche se si può rischiare di piacere o meno, ma l’importante è rinnovarsi sempre ed essere sempre curiosi e pronti a nuove idee e progetti come quello di stasera.

Parliamo del progetto di stasera. Quando nasce l’incontro con Francesco Nastro e l’idea di “Pasos”? Qual è l’idea principale del progetto?
Sono composizioni originali mie e di Francesco Nastro su una base di musicalità jazzistica ma sempre con contaminazioni delle musiche provenienti da ogni parte del mondo, complessità talvolta ritmiche però elevate a melodie classiche molto facili all’ascolto da parte di appassionati e non, insomma un bellissimo progetto fatto sulla base dell’intesa che si è creata tra tutti i musicisti impegnati sul palco insieme a me.
Il progetto di stasera nasce diversi anni fa grazie alla mia collaborazione con Francesco Nastro perché abbiamo iniziato in duo, con delle composizioni che partivano un po’ dal jazz ma che affrontavano poi tutti i generi musicali. Poi visto che ci siamo sempre più indirizzati verso brani più ritmici, abbiamo sentito l’esigenza di aggiungere una sezione ritmica a questo progetto e quindi l’incontro con Giuseppe La Pusata e Luca Bulgarelli, presenti stasera sul palco insieme a noi.
I brani del disco sono tutte composizioni originali che appunto non si muovono solo nel jazz tradizionale ma visto che ognuno di noi ha esperienze diverse anche su altri campi e generi musicali, sono un po’ influenzati dal percorso artistico e dal background di ognuno di noi , Francesco infatti ha scritto dei brani con influenze classiche, io invece brani più vicino alle mie radici, per arrivare poi alla chiave di lettura che è l’intesa fra noi, che poi è la scintilla che ha fatto scaturire questo progetto e questo album.

Un’anticipazione sui tuoi progetti futuri? cosa c’è nel mondo musicale di Javier Girotto?
Adesso sto preparando un disco in SOLO sempre sulla ricerca di nuove musicalità che sto ancora registrando, un nuovo disco con il quartetto davvero straordinario con Furio di Castri, Jon Balke e Patrice Herald che uscirà a marzo. A breve quindi nuovi progetti e nuovi dischi.

Articolo e intervista di Annamaria De Crescenzo
Foto di Mario Catuogno – Spectra

About the author

Annamaria De Crescenzo

Annamaria De Crescenzo

Amante del ballo praticamente da sempre, la sua vita ludica è cambiata con l'incontro fortuito con una Nikon, ora riempie i vuoti lasciati dal ballo facendo foto e scrivendo recensioni sugli eventi musicali.

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