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Soundcheck

Jarle Skavhellen – The Ghost In Your Smile

Giovanna Musolino

Una voce che sembra provenire da tempi antichi; una musica suonata con il cuore

Norvegia… e il mio pensiero corre all’aurora boreale, ai fiordi, al sole di mezzanotte, a Capo Nord, ai Sami, ai Vichinghi… Da qualche tempo, però, la terra scandinava è diventata per me sinonimo anche di buona musica grazie a Jarle Skavhellen, un giovane songwriter, di Bergen.
“The ghost in your smile”, uscito a maggio, è il suo disco d’esordio, ma Skavhellen non è un musicista improvvisato, ha, infatti, una lunga esperienza alle spalle: proviene da una famiglia di stumentisti, suona la chitarra da quando aveva undici anni, è cresciuto ascoltando Mark Knoplfer, Tom Waits, Ry Cooder e ha militato in numerosi gruppi musicali, tra cui una cover band dei Metallica!
Dieci ballate, suonate e cantate con estrema onestà, accompagnate prevalentemente dalla chitarra acustica, punteggiate di soffusa malinconia, vanno a comporre un album estremamente gradevole, artigianale, ben suonato (Jarle suona quasi tutti gli strumenti), delicato e lieve, essenziale e denso al tempo stesso. Molto bello il video della title track, ambientato in un fitto e muscoso bosco, popolato di deliziose e fantastiche creaturine.
Una voce che sembra provenire da tempi antichi; una musica priva di precise connotazioni geografiche e temporali, semplice ed emozionante, suonata con il cuore; un folk con leggere contaminazioni country; testi, prevalentemente autobiografici, che parlano di rapporti interpersonali, amori, amicizie che finiscono come “Pilots”, perdita di persone care come “Coming home” in cui la nonna, malata di cancro, racconta la mancanza del marito, morto qualche anno prima.
Con profonda sincerità e senza falsi pudori, dunque, Skavhellen ci regala un album bello, da ascoltare con molto piacere.

Grazie Ja.La

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Giovanna Musolino

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