Recensioni

Immanu El – In Passage

Fortunato Mannino

Il progetto Immanu El è ambizioso almeno quanto il loro nome. Si basa, essenzialmente, sul creare un sound nuovo che sia avvolgente e che si adatti alle tematiche dei testi.

Conciliare buona musica, con buoni testi ed un elegante supporto non è mai facile. È per questo motivo che prima di iniziare a scrivere di In Passage, ultimo disco degli Immanu El, vorrei spendere qualche riga sul buon lavoro che sta facendo l’etichetta tedesca Kapitan-Platte. Fondata nel 2010 si è imposta obiettivi semplici e chiari: proporre buona musica; ristampare su vinile album di qualità usciti solo in cd; proporre il tutto in confezioni eleganti e numerate. A rendere ancora più appetibile l’offerta la non remota possibilità di acquistare una limited della limited. Visti i tempi che corrono un buon esempio di serietà e coerenza intellettuale. Il consiglio, dunque, è di visitare il loro sito e stare attenti alle news (kapitaen-platte.de/). Al loro attivo, fino ad oggi, undici Lp alcuni dei quali sold-out e diversi gruppi decisamente interessanti tra cui, come detto, gli Immanu El.
I membri del gruppo iniziano a suonare insieme nel 2004 quando ancora frequentano il liceo. S’impongono all’attenzione del pubblico mondiale già nel 2005 con l’EP autoprodotto Killerwhale. Il successo ottenuto viene consolidato con una serie di concerti che li propone come uno dei gruppi più promettenti di tutta la Svezia e procura loro il primo contratto discografico con la And The Sound Records.
Nel 2007 incidono il loro primo LP They’ll Come, They Come a cui seguiranno Moen nel 2009 e In Passage uscito il 29 ottobre scorso. L’edizione in vinile di questi ultimi è stata curata dalla Kapitan-Platte e prevede per entrambi una tiratura di 500 copie numerate (le prime 100 copie sono in vinile bianco e…sold-out!).
Il progetto Immanu El è ambizioso almeno quanto il loro nome che fonde il nome del messia ebraico Immanuel con la parola semitica El che significa Dio. Si basa, essenzialmente, sul creare un sound nuovo che sia avvolgente e che si adatti alle tematiche dei testi. Mi si potrebbe obiettare il fatto che tutte le band si pongono gli stessi obiettivi ma…alla fine a far la differenza sono i risultati.
Le copertine dei loro album rispecchiano perfettamente sia il sound che i testi. Si tratta di paesaggi eterei e crepuscolari ricchi di significati connotativi, nei quali non vi è spazio per la figura umana. È la natura, infatti, a suscitare in chi osserva sentimenti universali. Il tema del ricordo, del sentimento, del panismo permeano liriche che si dipanano su un tappeto sonoro ora avvolgente ora melodico, lontano, comunque, dalle sonorità rock più tradizionali.
In Passage è, sicuramente, l’album della maturità per la band. L’equilibrio tra testi è musica è praticamente perfetto e la scelta del numero dei brani, quattro per lato, contribuisce al fatto che non vi siano sbavature.
La foto di copertina, ci dà immediatamente, la chiave di lettura dell’album: una battigia, un orizzonte sconfinato e grigio, un mare minaccioso che infrange le sue onde su grossi massi. Se state pensando ad un album deprimente…sbagliate! È un album introspettivo, delicato che nei momenti più cupi lascia sempre spazio alla speranza. Prima di lasciare a Voi la scoperta di questo Lp Vi segnalo, come sempre, qualche brano. Skagerak (mare che bagna le coste della Svezia, della Norvegia e della Danimarca) non è solo il brano che apre In Passage ma è anche il brano più bello che gli Immanu El abbiano scritto. ImmaginateVi in una spiaggia solitaria al crepuscolo, quando raggi del sole di un agosto ormai alla fine colorano di rosso fuoco le onde. Pensate al paesaggio e alla meravigliosa sensazione di essere parte di uno spettacolo unico e irripetibile, ai pensieri che si alternano alla meraviglia…tutto questo è Skagerak! Un canto espressivo e mai sopra le righe e un pianoforte protagonista assoluto rendono perfettamente le emozioni del testo.
Conquistador, secondo brano dell’album, immortala il lato più umano di quegli avventurieri che si macchiarono di crimini orribili e che annientarono culture raffinate e progredite in nome dell’oro e di Dio. La fragilità, l’inutilità della gloria, le conquiste che trasformano in polvere tutto compresa la vittoria stessa. Una fragilità vista e, azzarderei compatita, dagli stessi vinti. Un brano che prende spunto da un evento storico ma che si potrebbe tranquillamente adattare, purtroppo, ai nuovi e, sicuramente, più spietati conquistadores!

Gli Immanu El hanno intrapreso un tour europeo che prevede alcune tappe anche in Italia:

Dec 05 Corsaro Rosso Live Club Viareggio
Dec 06 UNPLUGGED: Via Mercato 3 Milano
Dec 07 Apartamento Hoffman Treviso
Dec 08 Swamp Club Massa
Dec 09 Point Egna / Neumarkt Bolzano
Dec 10 COX 18 Milano

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