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Pop Corn Recensioni

Il Nostro Caro Lucio – Donato Zoppo

Fortunato Mannino

Donato Zoppo ci racconta con rigore storico ed equilibrio la figura di Lucio Battisti.

Probabilmente, molti amici, nel vedere la mia firma in calce ad un articolo riguardante Lucio Battisti,si saranno meravigliati e, a dire il vero, quando mi è stata data l’occasione di scriverne, anch’io mi sono meravigliato non poco. Chi mi conosce, infatti, sa bene che amo di più i cantautori impegnati politicamente e socialmente rispetto a quelli sentimentali e, comunque, su Battisti è stato scritto di tutto quindi… un mio articolo non avrebbe fatto alcuna differenza. Ma la figura di Battisti quest’anno, che è l’anno del ventesimo anniversario della sua scomparsa, più volte ha incrociato il mio scrivere di Musica. Prezioso quanto emozionante è stato, per esempio, il ricordo di Pietruccio Montalbetti (Dik Dik), amico storico di Lucio, che abbiamo ospitato qualche mese fa sulle nostre pagine. E poi, tralasciando altre conversazioni meno importanti, il regalo inaspettato di Donato Zoppo amico e, soprattutto, giornalista stimato che non ha bisogno di certo di una mia presentazione, mi ha indotto a riascoltare la produzione del cantautore di Poggio Bustone. Un ascolto guidato passo dopo passo da Il nostro caro Lucio, ultima fatica editoriale di Donato Zoppo. Le competenze di Donato Zoppo non le scopriamo noi oggi, ma una retrospettiva su un personaggio storico, perché non si può non definire come tale Battisti, ha delle regole da seguire. Mi sembra doveroso, dunque, riconoscere a Donato Zoppoil rigore storico e l’equilibrio con cui ha raccontato e incastonato nello spazio – tempo la figura di Battisti. Un rigore testimoniato dal ricco apparato bibliografico. Gli aneddoti e le curiosità non solo sono sapientemente distribuiti all’interno del testo, ma risultano funzionali al testo stesso, senza scadere nel becero pettegolezzo. Il libro è corredato da belle foto d’epoca, ma la novità che rende gradevole la lettura è rappresentata dall’organizzazione del testo all’interno del libro. La classica pagina si frammenta e all’interno di essa trovano spazio aneddoti, notizie storiche, curiosità, stralci di interviste che arricchiscono ulteriormente il testo, a spezzare il bianco della pagina diverse tonalità di blu. Una scelta editoriale che ho apprezzato molto con buona pace dei puristi. 

Tecnicamente l’analisi del libro finirebbe qui ma… qualcosina, rimasta in sospeso, devo doverosamente aggiungerla. Riascoltare, alla luce delle parole di Donato Zoppo, la discografia di Battistimi ha arricchito, soprattutto, dal punto di vista storico e di questo lo ringrazio pubblicamente. Del periodo di Mogol continuo ad apprezzare più i B sideche i classici e affermandolo so che rischio di passare per eretico, ma… l’ho detto in premessa, non amo molto il sentimentalismo. Di sicuro, comunque, è meglio riascoltare un classico di Battistiche tante canzonette scimmiottate dai presunti eredi. La collaborazione con Pasquale Panella e gli album che ne sono scaturiti sono un’altra storia. È il Battistiche amo di più e, sempre dal mio punto di vista, il più poetico.

Considerazioni queste strettamente personali, che come detto non aggiungono né tolgono niente ad un grande che, ancora oggi, continua ad essere un punto di riferimento inamovibile della musica italiana. Considerazioni personali che si sono rafforzate alla luce de Il nostro caro Lucio, che resta il vero protagonista di questo scritto. Mi piace ricordare che la forza di un libro non è data dalla grandezza del soggetto, ma dal rigore storico, dalla capacità critica e dalla sensibilità di chi lo tratta. Per queste ragioni faccio i miei complimenti a Donato Zoppoe mi auguro che chi ama Lucio Battistie non solo le sue strafamose canzoni, vada in libreria a riscoprire l’artista, la Storia che ruota intorno a lui e, permettetemi di aggiungere, l’uomo. La casa editrice è la HOEPLIe… non c’è bisogno di aggiungere altro. 

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