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Pop Corn

IL BRONX E LE RADICI DELL’HIP HOP

Annalisa Nicastro

La nostra storia ha inizio in uno dei quartieri più poveri e degradati della città di New York: il Bronx. Siamo sul finire degli anni sessanta e mentre nel resto del mondo tantissimi giovani sono impegnati a combattere contro il potere per un mondo più giusto e libero, nel Bronx i ragazzi sono impegnati a darsi battaglia. Poveri, senza troppe prospettive per il futuro, abbandonati a loro stessi, questi giovani prevalentemente di etnia latina o afroamericana si organizzano in gang, ognuna con un proprio nome e un isolato da controllare e difendere dalle altre gang.
Ed è in questo contesto urbano che nasce l’hip hop come ci racconta egregiamente U.net, pseudonimo di Giuseppe Pipitone, nel suo Renegades of Funk.
Libro correlato da cd, Renegades of Funk, è un viaggio alla scoperta della cultura hip hop a partire dagli albori. Per poter, infatti, comprendere appieno un movimento culturale è necessario conoscerne il contesto sociale e storico in cui è nato e si è sviluppato. La veridicità dei fatti è comprovata, dalla scelta dell’autore di riportare i racconti orali di chi ha vissuto in prima persona questa storia, lasciando la parola ai protagonisti, senza mediazioni né interpretazioni di sorta.
Tra i principali protagonisti della nascita della cultura hip hop riveste un ruolo di primo piano Afrika Bambaataa, fondatore dalla Universal Zulu Nation. A lui il merito di aver portato fuori dal ghetto l’hip hop diffondendolo non solo nella città di New York ma in tutto il mondo.
Bambaataa era membro di una delle più grandi gang del Bronx, i Black Spades. Nel 1975, durante un periodo di tregua stabilito dalle principali gang e soprattutto a seguito della morte del suo migliore amico, Soulsky, decise di cambiare vita e di fare qualcosa di positivo per la propria gente formando la Bronx River Organization, divenuta in seguito la famosa Universal Zulu Nation, la prima organizzazione dedita all’educazione e all’insegnamento della cultura hip hop e alla sacra religione del divertimento. La sua attività creò un modello alternativo di vita, post gang, basato sulla musica e sul ballo piuttosto che sulla violenza.
Nel 1976 diede la sua prima festa ufficiale nel Bronx e in breve divenne il dj più eclettico della scena. Famoso e rispettato in tutto il quartiere era sempre accompagnato da una corte di almeno cinquanta ragazzi pronti a seguirlo ovunque andasse. Tutto ciò rese Bambaataa leader incontrastato di un esercito di DJ, MC, b-boy e b-girl e writers, figure chiave della cultura hip hop. I cosiddetti 4 elementi.
Renegades of Funk è anche una storia musicale fatta di brani appositamente realizzati dai più noti musicisti hip hop italiani con l’intenzione di narrare i diversi capitoli del libro.
“L’intenzione – secondo U.net – è di superare i limiti imposti dalla pagina scritta, di andare oltre le parole dei saggi e delle interviste contaminandole con la musica, vera protagonista di questo progetto, trascendendo la prosa per creare un percorso che ripercorra le principali tappe dell’evoluzione della cultura hip hop presenti nel libro.”

Tiziana Cantarelli (10.5.09)

Renegades of Funk
Autore: U.net
Editore: Agenzia X

libro + cd
pp.237 Euro 20.00

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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