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Recensioni

I Ministri – Fidatevi

Ilaria Lupi
Scritto da Ilaria Lupi

A tre anni di distanza dal grigiore di “cultura generale” esce “Fidatevi”, il grido d’aiuto di una generazione tradita

Arriva a tre anni di distanza da “Cultura Generale” il nuovo album dei Ministri, intitolato “Fidatevi”, una richiesta di aiuto e di comprensione, una sorta di flusso di idee su quello che sono stati gli ultimi anni e sulle domande che l’uscita dalla giovinezza ha suscitato ai protagonisti.
Il cambiamento c’è e si vede, partendo dalla scelta di affidarsi all’etichetta discografica indipendente Woodworm e abbandonando la major Warner Music curatrice del precedente lavoro, fino ad arrivare alle sonorità, un album che scuote dal torpore di “Cultura Generale” e che riporta l’ascoltatore sull’attenti.
“Tra le vite degli altri” è il singolo che apre la track list e che esprime, con la potenza dei synth e della voce urlante del frontman Davide Autelitano, tutta la sofferenza nascosta nel voler trovare risposte personali dietro vite che non ci appartengono. A seguire la title track “Fidatevi” dove i suoni si fanno violentemente rock e si palesa all’ascoltatore la sintesi dell’intero disco: “Signore e signori, analisti e dottori, abbiamo nuovi pensieri, abbiamo nuovi dolori che non potete capire, non potete intuire, non potete sentire quindi Fidatevi”. 
Dalla rabbia espressa in “Crateri” si passa alla dolcezza di “Tienimi che ci perdiamo”, riassunto di una storia d’amore dominata dalla paura dell’abbandono, le sonorità pop di questo brano lo proclamano a mio parere come il più martellante dell’intero disco. Ma l’amore e il tema della coppia ritornano energicamente nel brano “Mentre fa giorno”, un grido di speranza e di lotta alla paura che spesso stringe i pensieri in una morsa, tornare a galla per poter dire “mentre fa giorno siamo perfetti io e te”.
La seconda parte dell’album contiene una serie di pezzi fortemente introspettivi a partire da “Un Dio da scegliere” fino ad arrivare al pathos e all’emotività di “Dimmi che cosa”.
E’ però la dolce intimità di “Memoria Breve” che lo consacra a mio brano preferito dell’intero disco, i suoni avvolgenti accompagnano la tematica del non riuscire a non ricadere sempre negli stessi errori, a rimanere “per sempre al sicuro”.
Per quanto riguarda le sonorità i Ministri si sono affidati alle sapienti mani del produttore Taketo Gohara, che con un lavoro preciso ed elegante ha reso questo album di qualità sicuramente superiore al precedente “Cultura generale”.
Non è un album per tutti, ha bisogno di maturità musicale e di un ascolto piuttosto costante per essere assimilato in tutte le sue parti, io stessa al primo ascolto ho mostrato molta perplessità nei confronti di una band che conoscevo in maniera completamente diversa, ma, d’altronde sono proprio loro a dircelo “FIDATEVI”! Allora io mi fido, e voi?

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Ilaria Lupi

Ilaria Lupi

“Nasco in radio con un paio di cuffie e un microfono. Morirò ascoltando i Pink Floyd.”

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