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SOund36

Il Meglio del 2013 per Claudio Lodi

Annalisa Nicastro

SOund36 vi presenta il meglio della musica del 2013, attraverso 4 PLAYLIST che spaziano dal mainstream agli emergenti passando per gli indipendenti. Insomma c’è n’è per tutti i gusti, gustatevele in questo inizio d’anno.
Il meglio del 2013 per le orecchie e gli occhi di Claudio Lodi:

Premetto che purtroppo questo anno non sono riuscito, per i miei gusti, a trovare 10 album che realmente catturassero la mia attenzione in maniera profonda.
Solo 8 artisti sono stati per me capaci di entusiasmarmi, ed eccoli qui per voi:

Steve Wilson – The Raven that Refused to Sing
arrivato al suo terzo album solista il geniaccio di Steven Wilson ci tira fuori il suo capolavoro, un album farcito di storie di fantasmi di grande musica che rende omaggio a quasi 40 anni di musica rock ma sempre con il suo tocco oramai inconfondibile. Tre i brani che vi rimarranno nella mente The Holy Drinker, micidiale brano tra i più duri King Crimson   e spunti velati di Fusion. The Watchmaker dove il fantasma dei Genesis aleggia per tutti e gli 11 minuti. Ed infine The Raven that Refused to Sing, semplicemente splendida, triste ma piena di quel calore verso la persona che non c’è più. Ancora una volta un album da avere e ascoltare ripetutamente. Musica creata e suonata così non se ascolta ogni giorno.

Haken – The Mountain
Al loro terzo album questi ragazzi sfornano un album semplicemente spettacolare raggiungendo il loro massimo punto creativo … per ora. Lasciandosi dietro la voglia di fare Growl del primo album, che forse stonava se legato alla loro musica. Sono stato una settimana a decidere se per me era il primo album dell’anno … e sinceramente lo è, poco sotto Steven Wilson ma lo è. Grandi passaggi musicali, grande voce e grandi melodie. Forse una strada nuova da intraprendere nella scena a volte statica del Progressive Rock. Ma anche loro, come Steven Wilson, rendono omaggio a 40 anni di musica rock, proseguendo il discorso con splendidi brani come potrebbero essere Cockroach Ring, Atlas Stone e Somebody. Progressive Rock con la P maiuscola senza mai una sbavatura un album che è un capolavoro in ogni singolo brano. Se potete prendetelo ad occhi chiusi e lasciatevi trasportare da questo viaggio sonoro.

Amplifier – Echo Street
Invertendo la tendenza della loro scelta musicale gli Amplifier di Sel Balamir portano al pubblico un album che non ci saremmo aspettati. Fuori dalla complessità sonora dell’album precendente, Octopus, in Echo Street ci donano quei brani che giravano nella loro testa da molti anni. Un album incredibile dove, come gli dissi durante l’intervista, Crosby Stills Nash and Young incontrano i Pink Floyd passando per i Tool e trent’anni di sana psichedelia. Detto così può sembrare un mix orribile ma ascoltate brani come Between today and yesterday, Where the River Goes e Mary Rose e vi renderete conto di quale spazio lontano nell’infinito ha accolto la creativita’ degli Amplifier

Big Big Train – Electric English part 2
secondo capitolo del viaggio attraverso l’Inghilterra nei racconti di persone e posti che fanno e vivono quel paese. Nel 2012 ho messo il primo volume tra i migliori miei album di quell’anno e anche questo secondo volume non e’ da meno. Musicalmente riprende le linee del primo volume. I Big Big Train non hanno nessun segreto e apertamente portano al pubblico quelle che sono state le loro influenze musicali e forse non propongono nulla di nuovo che non sia stato già detto, ma lo fanno con grandissima qualità. La semplicità disarmante ma così splendida di Keepers of the Abbey si unisce alla grandezza di brani come East Coast Racer, The Permanent Way. Un album forse più rilassato del primo volume ma sicuramente un grande capolavoro.

The White Buffalo – Shadows, Greys and Evil Ways
Ringrazio il mio amico Federico per avermeli fatti conoscere. Lo avevo pure preso in giro. Ma al secondo ascolto ero già totalmente catturato da questo album. Spostandoci dal Rock Progressive atterriamo nell’area Folk Rock Americano e questo è decisamente per me il miglior album uscito quest’anno. Un album duro sia musicalmente che vocalmente, testi duri che raccontano di storie di assassini, degli Outlaw Man. Tra spazi rock e folk Jake Smith, il nome dietro agli White Buffalo, diventa, al suo terzo album, il miglior prosecutore e cantore di quell’America che i grandi rocker di tutti i tempi hanno raccontato. Da Woody Guthrie passando a Dylan, Springsteen passando e Tom Petty e tanti altri. Per gli amanti del Folk un artista da seguire assolutamente

Peter Frampton – FCA 35 tour
Bene … un album live può entrare in una lista di migliori album ? nel caso di Peter Frampton si. Il suo Frampton Comes Alive del 1976 fa parte di quegli album live da portare sulla famosa isola deserta. E la versione del 2013, del tour di Frampton per celebrare i 35 anni dell’uscita, non e’ da meno. Frampton, oramai senza la folta chioma e con gli anni in più sulle spalle, ha celebrato questi 35 anni alla grande creando un tour ed un live che di nuovo passeranno alla storia. La sua carica vocale, il suo modo di suonare la chitarra ma in particolare la Band che con lui ha viaggiato per tutto il mondo. Si percepisce già come era per la versione del 1976, il grande rapporto che ha con il pubblico. Sentite i grandi classici come Lines on My Face, Show me The Way, all i wanna be, do you feel like we do.  Semplicemente dei capolavori anche dopo 35 anni.

Counting Crows – Echoes of the Outlaw Roadshow
Una delle band che amo più di tutte, ogni album, anche quello di cover del 2012, è sempre un capolavoro. Ma è sul palco che la band ed Adam Duritz danno il loro meglio. Come nelle classiche e grandi rock band, i Counting Crows sul palco stabiliscono un cordone unico con il pubblico. Adam racconta storie di una America sconosciuta, di vite normali con i loro problemi e lo fa con la grandezza dei storici cantori americani, La band sa supportare le sue storie come poche. Ed e’ proprio in questo nuovo album live che si percepisce tutto. Sentite la storia che racconta Adam Duritz durante Round Here, il modo e la forza, ogni volta e’ un brivido. Sentire un loro live, anche se da casa o in macchina e’ sempre una esperienza. Sperando di vederli presto in Italia.

John Mayer – Paradise Valley
seguendo, per fortuna, la strada del piccolo capolavoro che è stato Born & Raised, il giovane John Mayer esce con un nuovo album rassicurando il suo pubblico sul suo stato di salute dove sembra oramai tutto sistemato e risolto. La strada intrapresa di non lasciare più il blues sembra definitiva, per fortuna, e le uscite fuori strada di canzonette molto semplici sembrano tempi andati. Paradise Valley è un piccolo gioiello di blues e songwriting. Melodie e grandi chitarre che sanno accompagnarti nell’ascolto mai banale anche se a volte leggero. Ben vengano album così !

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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