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I BEATLES IN PARADISO

Annalisa Nicastro

Cosa non è stato detto e scritto ancora sui Fab Four? Tutto e il contrario di tutto. E risulta alquanto difficile trovare un punto di vista diverso da quelli presi in considerazione finora.
Ci prova per la Global Press Italia il giornalista e scrittore Giancarlo Padula traendo ispirazione da un recente articolo apparso sull’Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, il 20 novembre 2008, in occasione dei quarant’anni dall’uscita del doppio album “The Beatles”, meglio noto come “White album” per via della copertina interamente bianca. L’articolo a firma di Fiorentino e Vallini, pone l’accento su di un avvenimento che all’epoca fece scalpore, soprattutto negli Stati Uniti d’America, John Lennon dichiarò che i Beatles erano più famosi di Gesù Cristo. A distanza di molti anni l’affermazione suona come la spacconata di un giovane della working class inglese alle prese con il successo.
In realtà già nel 1969, in un’intervista, trasmessa solo l’anno scorso dalla BBC, Lennon dichiarava come i Beatles fossero una band cristiana e che lui fosse un fan di Gesù Cristo. La chiesa quindi redime i Beatles.
Padula ripercorrendo la storia artistica e personale dei Beatles, evidenzia come le loro composizioni fossero impregnate di sentimenti cristiani al di là della dottrina religiosa e non inneggiassero mai alla violenza o alla guerra. All you need is love, uno dei loro primi successi, simbolo di un’intera generazione di adolescenti e non, è un inno all’amore. È se i primi brani sono un’esaltazione dell’amore adolescenziale, a volte sdolcinati, con la maturità artistica la loro creatività si rivolge sempre più a tematiche sociali e a sentimenti come la fratellanza e la pace nel mondo, ovviamente mantenendo sempre il tono canzonatorio tipico del quartetto di Liverpool. In particolare John Lennon, responsabile della sciagurata affermazione, divenne un guru dei movimenti pacifisti, alla stregua di personaggi illustri come Martin Luther King, grazie ai testi delle sue canzoni ma anche alle sue scelte di vita, soprattutto nel periodo successivo alla separazione con i Beatles, prima che la morte lo colse in maniera violenta e inaspettata. Famosi i suoi bed-in a favore della pace con Yoko Ono, così come i brani Give peace a chance, canzone simbolo delle lotte in tutto il mondo contro la guerra e la tirannia e il più famoso Imagine, forse il più grande successo di Lennon dopo la separazione dai Beatles. Stessa cosa dicasi per gli altri Beatles. Concert for Bangladesh, del 1971, rappresenta un’apripista dei concerti per beneficenza, organizzato da George Harrison per raccogliere fondi per i profughi scampati alla guerra. Senza dimenticare le opere classiche a carattere religioso di Paul McCartney come Liverpool Oratorio ed Ecce Cor Meun.
Beatles in paradiso è un’opera inedita grazie anche ai preziosi contributi di studiosi ed esperti della materia come Rolando Giambelli, presidente dell’Associazione beatlesiani d’Italia, Silvia Panetta che ha discusso presso l’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”, Facoltà di Lettere e Filosofia, corso di laurea in Dams-cinema, la tesi: Help, fenomenologia beatlesiana in Italia; Daniela Longo, laureata in lingue e culture europee, che ha discusso presso l’Università di Catania una tesi dal titolo Lucy in the sky with Alice, il nonsense nei Beatles e Marta Miccoli autrice della tesi Parola di Beatles – Analisi del testo verbale nell’opera dei Beatles, discussa presso l’Università di Bari.

Tiziana Cantarelli (13.9.09)

I Beatles in paradiso
Giancarlo Padula
GLOBAL PRESS ITALIA
, 2009
Euro 18.00

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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