Interviste Sound&Vision

Hugh Coltman @ Hotel De La Ville

Hugh Coltman: La nuova voce del jazz nell’omaggio a Nat King Cole

Grandissimo successo al Hotel De La Ville ad Avellino per l’Associazione “I Senzatempo” per il concerto tenutosi sabato 23 aprile di Hugh Coltman in “Shadows –Songs of Nat King Cole”.
Sala gremitissima per accogliere e applaudire una delle voci più particolari del panorama musicale internazionale, alla sua terza tappa del tour italiano che lo ha portato ad esibirsi con lo stesso straordinario successo sia a Palermo che a Catania e ora, dopo Avellino, sarà a Modena e poi, a conclusione del tour italiano, all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 25 aprile.
Il vocalist britannico Hugh Coltman viene dal mondo del rock. Nel 1991 fondò gli Hoax, band blues-rock con la quale si esibì sino alla fine del decennio. Nonostante il successo commerciale, sciolse il gruppo e si stabilì a Parigi, ripartendo praticamente da zero. Negli anni successivi realizzò due album, di stampo decisamente pop (Stories from The Safe House del 2008 e Zero Killed del 2012) e riesce a conquistare il pubblico con la sua voce unica, potente e roca della sua musicalità sensibile e dolce.
È l’incontro con Eric Legnini che lo fa entrare a capofitto nell’universo jazz. Eric lo invita, infatti, a rimpiazzare Krystle Warren per il tour del suo progetto The Vox nel 2012. Hugh Coltman trova subito il modo di esprimere tutto il suo talento in questo stile musicale sebbene ne conosca solo nomi di riferimento e leggende.
Fu proprio questa esperienza a dargli la spinta necessaria per dedicarsi all’attuale progetto incentrato sulle canzoni di Nat King Cole. Coltman ha cercato, tramite un percorso di ricerca personale e di studio della musica e della vita di questo artista, di raccontarlo mettendo in evidenza il lato più in ombra di Cole, il “dietro le quinte “di un artista che come gli altri musicisti di colore doveva lottare di più rispetto agli altri per poter far conoscere ed apprezzare la sua musica in un’epoca ancora ampiamente segnata dal razzismo.
Sul palco accompagnato da musicisti di grandissimo livello come Thomas Naim (chitarra), Paul Lay (pianoforte), Fabien Marcoz (contrabbasso), Raphael Chassin (batteria).
Il concerto inizia con “Are you disenchanted” (caratterizzato da un bel contrasto tra la voce di Hugh e il metallico assolo della chitarra) poi “Pretend” e “Meet me a no special Place “con un ritmo swing molto coinvolgente, ma l’emozione più forte è grazie alla splendida versione che Hugh fa di “Smile” e di “Mona Lisa” che suscitano fortissimi applausi da parte del pubblico presente. Nel brano “Shadows” bellissimo dialogo tra voce e piano mentre nel finale, Hugh affascina il pubblico con il ritmo blues di “Walking” dove la sua voce diventa davvero strumento insieme all’armonica che lui stesso suona sul palco, concludendo con una straordinaria versione swingata di “Can’t Be Bothered” richiestissima dal pubblico.

Testo di Annamaria De Crescenzo
Foto di Mario Catuogno Spectra Foto


Intervista a Hugh Coltman di Annamaria De Crescenzo

Innanzitutto grazie per la tua disponibilità e la tua gentilezza nell’accettare tale intervista e benvenuto in Italia e soprattutto stasera qui ad Avellino. Sappiamo che provieni dal mondo blues con il progetto “The hoax” e quello pop con i due dischi pubblicati nel 2008 e 2012 . Quali sono le tue emozioni e le differenze che riscontri nell’interpretare questi due generi musicali (blues e pop) e quali invece quelle nel cimentarsi nel mondo del jazz?
Io sono sempre stato ispirato dal più grande musicista di musica pop per me del mondo che è Paul Mc McCartney ma lui ascoltava Count Basie e quindi il pop è influenzato dal jazz e viceversa. Non c’è uno stile preciso ma una serie di contaminazioni e di sovrapposizioni tra un genere e l’altro. Io sono cresciuto con la musica dei Beatles, dei Led Zeppelin, BB King, e quindi un mix di suoni e di influenze musicali diverse sono confluite in maniera inconsapevole nel mio stile personale. E provo le stesse emozioni sul palco sia nell’interpretare musica blues, pop o jazz. La musica da emozioni sempre.

Cinque date in Italia, tra Palermo, Catania, Avellino, Modena e Roma per poter finalmente apprezzate in uno spettacolo live il suo Talento. Lei è famoso per la sua voce così potente a tratti roca e molto particolare e dalla musica pop folk sensibile e dolce. Come ci si trasforma poi in un jazz crooner come lo è stato stasera e quali sono i suoi miti ai quali si ispira in questo genere musicale?
Io non mi rendo conto della mia voce sul palco, faccio parlare le mie emozioni e metto nel canto quello che sento, o ho scritto, o provo nell’interpretare una particolare canzone. La mia trasformazione è avvenuta piano piano per una serie di circostanze della vita, la prima l’amore di mia mamma per la musica jazz e in particolar modo per quella di Nat King Cole e l’altra un tour importante che mi ha portato a pensare al jazz come mia naturale evoluzione professionale.


Infatti dopo il tour con il pianista Eric Legnini, tutti ci aspettavamo una sua carriera nel jazz e soprattutto ci si chiedeva come avrebbe usato le sue particolarissime doti vocali in uno stile completamente diverso dal suo passato da musicista blues e pop. Ed infatti è arrivato questo omaggio al grande Nat King Cole. Ci parla del progetto “Shadows” che ha presentato questa sera? come mai è rimasto affascinato da questo cantante nero e dalla sua musica e perché’?
Come dicevo prima ascoltando molta musica grazie all’amore di mia mamma per la musica jazz e soprattutto per la musica di Nat King Cole. Poi lavorando con Eric Legnini, ho capito che potevo dedicarmi a tale musica e impegnarmi in un progetto jazz e mi sono chiesto come poter continuare a seguire questa nuova passione per il jazz, scrivendo canzoni (Hugh è anche un bravissimo compositore) oppure dedicando un progetto ad un musicista importante del jazz ed il fatto che mia mamma adorava Nat King Cole ho pensato di poter fare un omaggio a questo splendido Artista. “Shadows” nasce cosi.

I tuoi sogni e i tuoi progetti futuri?
Sono due cose diverse, molto diverse (ride!). Per i sogni ne ho uno solo: Monica Bellucci, una donna straordinaria.
Per i progetti futuri sicuramente quello di continuare a suonare, a fare musica. Ho trovato in questo gruppo che mi accompagna sul palco dei musicisti straordinari e non è una cosa facile. Come non è facile trovare musicisti che riescono a seguirti nella “musica che hai in testa”. Loro ci riescono. Hanno un talento straordinario e soprattutto per me sono stati una scoperta incredibile. Pensate che ho conosciuto Paul Lay solo 4 mesi fa, e siamo entrati subito in sintonia, con Raphael Chassini ci conosciamo da quasi 10 anni ed è bravissimo, Fabien Marcoz è un vero virtuoso del contrabbasso e non ultimo Thomas Main un vero genio della chitarra. Anzi vi invito TUTTI al mio ultimo concerto all’Auditorium a Roma il 25 aprile, ultima tappa del mio tour italiano con due guest star d’eccezione Stefano di Battista e Walter Ricci. Sarà un concerto da non perdere.

About the author

Annamaria De Crescenzo

Annamaria De Crescenzo

Amante del ballo praticamente da sempre, la sua vita ludica è cambiata con l'incontro fortuito con una Nikon, ora riempie i vuoti lasciati dal ballo facendo foto e scrivendo recensioni sugli eventi musicali.

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