Soundcheck

Horus Black – Simply

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Scritto da Red

C’è un gusto assolutamente vintage di saper fare del sano pop passando da organze Rock’n’Roll di grande scuola

Un esordio davvero interessante e sicuramente unico per molti aspetti. Unico non tanto nell’estetica e nel mood che deve pagare pegno e rivela forti debiti verso i grandi colossi del Rock’n’Roll e del “pop” anni ’50 e ’60 del boom americano. Dunque parliamo in primis di Elvis e di tutto quel filone che poi in qualche modo da esso discende fino ad approdare, come fa notare anche spesso lui, a Tarantino e quel noir dannato di una società nera di fuliggine e polvere da sparo, di malavita e di degrado. Ma la musica di Riccardo Sechi, in arte Horus Black, ha molta più bellezza di un film di Tarantino e meno abbandono sociale. Dentro ci troviamo il romanticismo leggero e innamorato di quelle belle melodie caldissime di narratori americani, sembra quasi di ascoltare un Elvis ispirato e lui, il nostro Horus, cerca in qualche modo di ripercorrere quella strada anche per quel certo modo di fare e di apparire. Non sono plagi ne uno scopiazzare il cliché: c’è dentro molta personalità nell’ascolto di queste 10 canzoni inedite che si lanciano in rete con i singoli “We are alone tonight” (certamente devoto all’immaginario di Tarantino) e l’ultimo “Lonely Melody” che più di altre esprime proprio il carattere romantico di cui parlavamo. E non a caso il video ufficiale è in bianco e nero come a sancire l’appartenenza ad un periodo davvero passato.
Una timbrica che gioca con forza a costruire l’immaginario, poi le radici delle dannazioni dei Doors piuttosto che l’energia goliardica di Jerry Lee Lewis o la severità innamorata di Tom Jones. Elettronica si, perché siamo nel futuro delle produzioni discografiche, ma converrete con noi che si tratta di un corredo assai elegante, sintetico ed esteticamente educato.
Sono canzoni che suonerebbero bene con un piano a muro incontrato in una notte fumosa di qualche Club del ghetto oppure con preziosi arrangiamenti orchestrali proprie di quelle belle serate di gala alla Frank Sinatra. Ma Horus Black, ripetiamolo sempre, sa metterci del suo in questo esordio firmato dalla Sonic Factory e serve a poco cercare collegamenti ed etichette per orientarci. Quel che basta è lasciarsi cullare anche da un po’ di nostalgia per chi come me ha amato e ancora si lascia incantare da quel gusto assolutamente vintage di saper fare del sano pop passando da organze Rock’n’Roll di grande scuola. Tra tutte, ma proprio tra tutte, lasciamo sottolineare “Miss Candy” come bandiera che manifesta a pieno il merito e il gusto di questo giovane cantautore ligure.

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