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Sound&Vision

Hindi Zahra – TRIP @ Triennale di Milano

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Scritto da dissolvenzelab

l’applauditissima cantante tiene tutto il pubblico nelle sue mani per tutto il concerto

La cantante franco-marocchina Hindi Zahra, già conosciuta per l’azzeccato primo album etno-pop acustico “Homemade”, si presenta al concerto di Milano stupendo gran parte del pubblico presente con mutate vesti sonore, come il suo secondo album “Homeland”, uscito nel 2015 dopo una percorso artistico di 5 anni, faceva presagire.
Una line-up di ben sette musicisti é infatti la prima novità della sua musica, votata ad un sound molto più intenso ed avvolgente che in passato.
La poliedricità, sua caratteristica fin dagli inizi, in questa tournée cresce portando la forza delle componenti ad un intreccio espressivo di livello superiore. Anche la sua esibizione live è meno legata ad una forma acustica essenziale, ma si immerge invece in sonorità strumentali soprattutto elettriche molto ipnotiche, che a tratti ricordano la psichedelia della west coast americana fine anni 60 (anche la lingua inglese è molto presente nei suoi testi), ma va detto che la musicista di origini arabe fa sue queste forme attingendo direttamente alla tradizione musicale nordafricana e di altre tradizioni come quelle sudamericane e gitane.
Ma è il piglio complessivo che stupisce davvero, in un modo che potremmo dire globale, Hindi Zahra riesce a fondere tutto questo in un mélange originale che si snoda ritmato e coinvolgente. Perché è proprio grazie alla carica che trasuda più energia rock che atmosfere etno-jazz (da dove era partita, pubblicando il suo primo disco con la Blue Note) che l’applauditissima cantante tiene tutto il pubblico nelle sue mani dall’inizio alla fine del concerto.

Articolo e foto di Federica Paoletti per DissolvenzeLab

 

 

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dissolvenzelab nasce dal desiderio di un gruppo di fotografi di allontanarsi dalla dimensione individuale tipica di chi pratica la fotografia per farne invece un progetto collettivo. Attraverso la relazione e lo scambio, siamo un laboratorio di formazione permanente, e nella ricerca di progetti fotografici condivisi concretizziamo il dissolversi di ogni blocco che mina la creatività e fossilizza il nostro punto di vista .Ogni scatto selezionato e' il frutto di una sintesi collettiva. Il metodo partecipativo che accomuna Dissolvenze Lab a SOund36 ha generato la scintilla da cui nasce questa preziosa collaborazione

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