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Sound&Vision

Greta Panettieri @Bflat (Cagliari)

Claudia Erba
Scritto da Claudia Erba

Greta Panettieri disegna uno spazialismo sonoro più che mai shattered, punteggiato di squarci che si fanno possibilità, affiancando-come nelle Attese di Fontana- alla furia iconoclasta una tensione autentica verso l’altrove.


Il 16 febbraio, all’interno della rassegna
Bflat Jazz Festival, l’esclusivo jazz club cagliaritano ha ospitato la vocalist, compositrice e polistrumentista Greta Panettieri, accompagnata dal produttore e pianista Andrea Sammartino, dal bassista Francesco Puglisi e dal batterista Alessandro Paternesi.
Formatasi artisticamente a New York e consacrata dal Jazzit Award 2005 come una delle migliori cantanti jazz italiane, la Panettieri nel corso della serata ha coinvolto gli spettatori in quello che – parafrasando il titolo della Graphic Novel ispirata alla sua vita (con disegni di Jasmin Cacciola e introduzione di Gegè Telesforo, Edizioni Corsare 2015)- si può definire un incantevoleViaggio in jazz.
Su di un impianto saldamente jazz-nelle diverse declinazioni del traditional jazz e del jazz moderno figlio della lectio shorteriana- si innesta un’attitudine ibridante che dilata gli orizzonti espressivi inglobando accenti soul, riletture jazzy di materiale popular, improvvisazione di estrazione free dai colori psichedelici, brazilian sound (particolarmente riuscita l’interpretazione di O Trem Azul di Milton Nascimento & Lô Borges), retrospettiva sonora e improvvisazione avanguardistica in veste pop.
Dal surrealismo glam di C’est irreparableversione originale di Un anno d’amore- alle tessiture melodiche parallele di Dont’ know, manifesto dell’universo artistico polisemico della Panettieri, passando per la rilettura volutamente profanante di Life on Mars nata durante uno dei live negli studi di LA7, nel programma L’aria che tira; dalle frequenti incursioni nelle atmosfere fumose e notturne dell’album Non Gioco Più (Italian ’60s in Jazz)Se telefonando, Brava, Parole Parole- fino allo scanzonato swing di Oppure no, frutto dell’incontro in RAI tra Greta e Claudio Gregori- in arte Greg- Greta Panettieri disegna uno spazialismo sonoro più che mai shattered, punteggiato di squarci che si fanno possibilità, affiancando-come nelle Attese di Fontana- alla furia iconoclasta una tensione autentica verso l’altrove.
Articolo di Claudia Erba
Foto di Marco Mantione

 

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