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Good Charlotte @ Alcatraz

Daniele Marazzani

la band dei Good Charlotte è ritornata a “far rumore” per una data unica, imperdibile per ogni fan del gruppo statunitense.

Ben nove anni dopo la loro ultima apparizione (2010), i Good Charlotte ritornano in Italia con un concerto carico di energia e con un pizzico di nostalgia. Ieri sera (3 febbraio n.d.r) all’Alcatraz di Milano, la band è ritornata a “far rumore” per una data unica, imperdibile per ogni fan del gruppo statunitense. 
Il locale gremito, e in spasmodica attesa, è stato “accalorato” dalle brillanti prestazioni dei tre gruppi che hanno riscaldato l’atmosfera prima dello show: The dose, Boston Manor e Sleeping with siren. Ieri sera è stata una serata da incorniciare con ben quattro gruppi e live già a partire dalle 19:30. La serata perfetta per rivivere gli anni della gioventù ribelle a ritmo del post-punk e del rock alternativo!
Il clima è febbrile sin dai primi gruppi che si esibiscono, uno dopo l’altro, senza sosta, ma il delirio avviene attorno alle 22 quando arrivano sul palco i Good Charlotte. La band dei gemelli Madden (Joel e Benji) infiamma sin da subito il pubblico con una partenza adrenalinica proponendo il branoThe Anthem, una canzone storica proveniente dal loro secondo album, The young and the hopless, datato 2002. Tanti ricordi e anni che scorrono senza sosta. Vista l’età complessiva del pubblico (poco più che trentenni) Joel ricorda che alla fine la serata sarà un viaggio nei ricordi e che tutti loro sono cresciuti insieme e sono arrivati li all’Alcatraz per una rimpatriata tra amici. 
Urla, gridi, cori, salti, mani alzate, il pubblico inneggia a squarciagola la band e si lascia trasportare in un viaggio nel tempo musicale dove i Good Charlotte propongono hit storiche e nuovi brani provenienti dal loro ultimo album, Generation RX, uscito qualche mese fa. Le più osannate e cantate sono, ovviamente, le canzoni storiche e ormai imparate a memoria dai fan come: Keep your hands off my girl, Little things, i just wanna life e girls and boys. Una rimpatriata tra vecchi amici, di giovani ribelli che sono cresciuti e che si ritrovano a rivivere le indelebili emozioni della gioventù con un po’ di euforia e di nostalgia. Languidi momenti della travagliata adolescenza, che non si è mai realmente conclusa e che, grazie al concerto di ieri sera, riaffiorano nella memoria e ci mettono in mostra la nostra crescita personale fatta di alti e bassi e di attimi che ci hanno segnato l’esistenza. 
Sul palco, tra una canzone e altra, fasci di luce, scariche di fumo e scintille a tutto spiano, creano l’atmosfera adatta ad una magica serata all’insegna del post-punk e forniscono il giusto climax per lasciarsi andare e farsi trasportare dalla musica. Una cupola sonora che ci fa dimenticare i problemi della quotidianità e ci fa ritornare ribelli per una serata. Mani alzate, urla e “spintoni” sono concessi e anzi, sono obbligatorie, per una serata del genere, nessuno giudica, tutti vogliono solo godere e divertirsi. Anche Joel si lascia trasportare dai ricordi e rivela che quando era ragazzino nessuno credeva in lui tranne che suo fratello Benji, e quindi ha deciso di “tirarsi fuori” e fondare i Good Charlotte. Inneggia a farsi forza e di crede in sé stessi perché la vita e dura e perciò bisogna combattere per guadagnare il proprio spazio. Discorsi che sembrano frasi fatte e ridicole ma che per tutti gli spettatori “ostinati e rivoluzionari” presenti al concerto, sono un momento toccante e una dichiarazione di forza, di coraggio. Un messaggio di unione e di compartecipazione alla vita. La vita è un percorso ad ostacoli che si supera meglio e con meno fatica con un nucleo di amici che ci aiutano e ci sostengono durante le nostre cadute.
Il tempo è passato per tutti ma i Good Charlotte sono rimasti gli stessi ragazzi di un tempo, veri, genuini e sempre carichi. Musicalmente sempre gli stessi e non importa se le ultime canzoni non sono memorabili come quelle di una volta. L’importante è rimanere coerenti al proprio credo musicale e proseguire lungo la propria strada. Meno inflazionati e “venduti” rispetto ad altre band storiche, loro hanno sempre mantenuto il loro stile e la loro anima di “ribelli” .
Quella di ieri sera è stata una performance incredibile per una data unica e che rimarrà per sempre inchiodata nei ricordi di tutti gli spettatori. Una notte all’insegna della nostalgia, degli anni d’oro e che ci ha fatto tornare giovani facendoci dimenticare i problemi della vita adulta. Tuttavia, anche se siamo cresciuti, siamo rimasti gli stessi e dopo anni di “ascolto” siamo ritornati alla “casa base” e vivere insieme la vita. 

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