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Interviste

Giovanni Dal Monte, Intervista

Fortunato Mannino

Oggi faremo una chiacchierata con Giovanni Dal Monte, artista che seguiamo con molto interesse e che ho avuto il piacere di conoscere ed apprezzare anche come persona l’estate scorsa. Il suo modo di concepire e manipolare la musica è stato elogiato da artisti del calibro di John Zorn e Barry Adamson. Al suo attivo tanti premi, tante colonne sonore molte di queste per RAI e SKY e, quello che più conta almeno per noi di SOund36, i suoi ultimi due cd Visible Music For Unheard Visions (2015) e la nuova edizione di Reformig The Substance (2013 / 2016) hanno avuto un posto speciale non solo nelle nostre personali classifiche, ma sono stati molto apprezzati dai nostri lettori.
Il 2017, almeno per quel che ne sappiamo, per
Giovanni Dal Monte ha avuto due momenti topici: la realizzazione delle musiche che hanno accompagnato i visitatori della mostra di arte contemporanea ENJOY al Chiostro del Bramante a Roma e l’uscita di Mater, suo ultimo lavoro firmato con lo pseudonimo La Jovenc.

Ciao Giovanni e benvenuto sulle pagine di SOund36. Come accennavo in fase di presentazione il tuo 2017 ha avuto due momenti topici: ENJOY e Mater. Sappiamo però che non ti fermi mai e ti chiedo, prima di parlare di Mater, se ti sei dedicato ad altro e come sono nate la collaborazione e le musiche per ENJOY.
Ciao Fortunato, mi sono dedicato ai video per i brani di MATER, tra cui quello girato per me dal regista Bruce LaBruce. Per ENJOY, “L’arte incontra il divertimento”, la mostra al chiostro del Bramante a Roma, curata da Danilo Eccher la collaborazione è nata semplicemente perché ho ricevuto una telefonata dalla società che si è occupata delle audioguide che voleva me per tutto il sonoro della mostra.

Hai firmato il tuo album con il tuo pseudonimo La Jovenc e questo dopo aver firmato col tuo nome gli ultimi album. Ci spieghi, se possibile, il perché di questa alternanza e come nasce questo pseudonimo.
Questo pseudonimo è nato tanto tempo fa quasi per scherzo, storpiando un soprannome giovanile, ora in effetti non so nemmeno io che senso abbia. Però mi sono firmato così perché sapevo che il regista Bruce LaBruce mi avrebbe girato un video, e in tutti i suoi film dove compaiono le mie colonne sonore sono firmato La Jovenc, quindi era solo un modo per essere riconducibile a quelle operazioni.

Mater è un album diverso dai precedenti. La mia personale sensazione è che l’artista si sia posto in una prospettiva diversa rispetto alla sua musica. Nei precedenti ho apprezzato tantissimo la capacità di stimolare il viaggio introspettivo, in Mater sembra, invece, prevalere l’aspetto formale ed estetico.
Si, infatti in Mater io affido ai sintetizzatori delle partiture MIDI di musiche rinascimentali, scegliendo con cura i suoni, gli oscillatori etc. e limando il risultato…ma lascio abbastanza intatta la partitura, che comunque viene trasformata dalle sonorità sintetiche. Rimane molto però la struttura originale… e ciò si percepisce nella forma. Che è il contenuto estetico, come vado dicendo dai precedenti lavori. Una cosa poi che devo aggiungere che qui per la prima volta in 15 anni non ho usato campionatori ma solo sintetizzatori.

In quest’album hai deciso di rivisitare / reinterpretare / rigenerare, scegli tu il miglior verbo, la musica rinascimentale. Brani ed autori sono stati scelti in modo funzionale al cd o l’approccio è stato più emozionale e, dunque, più istintivo?
Come sempre le scelte sono state emotive.

Questo evidente cambio di prospettiva lo definiresti come una fase transitoria o un’evoluzione del tuo modo d’intendere la musica?
È forse un modo (come dicevo il non uso del campionamento per es.) diverso per me di affrontare i miei soliti temi… la tradizione, la trasformazione etc., quindi in questo caso un’evoluzione. È, invece, una fase transitoria perché non ho mai fatto nulla di uguale nella mia produzione, anche a costo di una non riconoscibilità.

A cosa stai lavorando adesso e quali progetti si concretizzeranno nel 2018?
Sto aspettando risposte che non arrivano nell’ambito del video e della musica. Ho però già mixato una trentina di canzoni electro punk, peraltro cantate da me…quindi come vedi ancora qualcosa di totalmente nuovo. Vorrei trovare una etichetta che me le valorizzasse.

Giovanni ti ringrazio di questa bella chiacchierata e mi auguro di rincontrarti presto. Questa non è una domanda ma uno spazio libero, nel quale puoi rivolgerti direttamente ai lettori di SOund36. Dunque a te il compito di riempire lo spazio bianco
Saluto tutti e vi ringrazio… e spero per tutti noi che il 2018 porti pace e serenità, almeno io ne sento il bisogno in questo momento.

 

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