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Sound&Vision

Giorgio Poi @ Monk

Bruno Pecchioli
Scritto da Bruno Pecchioli

Giorgio Poi è senza ombra di dubbio l’artista piu’ “silenzioso” di Bomba Dischi ed è anche uno capace di far parlare di sé e catalizzare consensi, anche senza roboanti proclami

E’ stato un venerdì decisamente particolare. Inziato con la voglia di scrollarsi di dosso i pensieri bui e le fatiche settimanali ma conclusosi, fortunatamente, con la gioia e perchè no, anche il privilegio, di partecipare al live di Giorgio Poi al Monk di Roma.
Giorgio Poi è senza ombra di dubbio l’artista piu’ “silenzioso” di Bomba Dischi ed è anche uno capace di far parlare di sé e catalizzare consensi, anche senza roboanti proclami. Ma, soprattutto, è un solido rappresentante di quella cultura indie a cui ha saputo apportare importanti valori
aggiunti quali un personalissimo pop psichedelico e l’utilizzo delle chitarre funky.
Durante la sua intensa performance, l’artista – piemontese di nascita ma romano di adozione – ha proposto le canzoni dell’album “Fa niente”, da “Tubature” a “Acqua minerale”, passando per il primo singolo, “Niente di strano”.
La scaletta del concerto  ha regalato alle nostre orecchie la rivisitazione di cover magistrali come quel “Il mare d’inverno”, storica canzone scritta da Enrico Ruggeri per Loredana Bertè.
La gente del Monk si è rivelata estremamente partecipativa ed ha accompagnato l’artista in ogni singolo pezzo segno evidente che, con la sua personalissima timbrica vocale unita ad una tecnica davvero eccellente (è diplomato in chitarra jazz), Giorgio è riuscito, in pochissimo tempo, a conquistare una massiccia fetta di fedelissimi.
Insomma, grazie alle belle emozioni provate, ci avviamo verso casa con qualcosa di più del solito timbro sulla mano e, di questo, non possiamo che essere più felici.

Articolo e Foto di Bruno Pecchioli

About the author

Bruno Pecchioli

Bruno Pecchioli

Bruno "Pek" Pecchioli. Romano per nascita e tradizione.
Fotografo per consapevolezza e necessità.
Viaggiatore periodico.
Ferocemente dipendente da ciò che meraviglia.
E la musica è meraviglia. Sempre. Until the end.

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