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Interviste Sound&Vision

Giorgieness @ Auditorium di Radio Popolare (Mi)

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Scritto da dissolvenzelab

La voce di Giorgia entra sottopelle e scava e scopre le cicatrici dell’anima

Mentre Trump vive i suoi primi momenti come 45° Presidente degli Stati Uniti d’America e Obama e Michelle abbandonano la Casa Bianca, io mi avvio ad intervistare Giorgieness, che stasera (20.01.2017) cantano all’Auditorium di Radio Popolare a Milano.
Giorgieness aka Giorgia d’Eraclea, 25 anni di Morbegno, cantante, chitarrista e autrice dei testi, Davide Lasala chitarrista e produttore, Andrea de Poi bassista e Luca Pozzi batterista, mi accolgono calorosamente e sono ben disposti a farsi fotografare e rilasciare una breve intervista.

Ciao Giorgia, non resisto e devo chiedertelo subito: “la giusta distanza”…da cosa? da chi?
Da tutto ciò che ho provato per poterne scrivere e restituirlo agli altri, devo prendere la giusta distanza per poterlo fare.

Parlando con Giorgia, scopriamo di avere una passione in comune: la fotografia, sì perché Giorgia non solo si scrive i testi delle canzoni, ma è un’autodidatta del canto, si scosta dai circuiti commerciali della musica e della canzone, lei è una “home made singer”, suo papà suona la chitarra e canta, e lei pure, fin da tenerissima età, suo papà ascoltava i Pink Floyd, Led Zeppelin, Bruce Springsteen e lei è cresciuta così a pane e rock ed è ancora suo papà che le ha insegnato a cantare e non usare troppo la gola…

In alcune canzoni la tua voce mi ricorda Giusy Ferreri, ma tu hai 25 anni…
Io mi ispiro più a PJ Harvey, Nick Cave e Regina Spektor quando canto, loro riescono a mettere le viscere nella loro musica e nel canto.

Tutto ruota intorno a un ambiente familiare così lontano dal mercato tritacarne di programmi musicali come XFactor o The Voice (ndr: da cui sono stati anche contattati, ma loro hanno gentilmente declinato l’offerta) i Giorgieness sono liberi di cantare quello che vogliono e allora cantano dell’amore mancato, illuso e deluso.

C’è un pezzo di K2 “…ma io non dormo con nessuno e mi illudevo soltanto che da lì in alto se il mondo mi fosse caduto in testa tu con le mani l’avresti protetta” – l’amore che canti è stato deluso o illuso? È un riferimento autobiografico?
Sì, tutti i pezzi di questo album lo sono, parlano di me, della mia storia.

In “Sai parlare” dici ..”c’era più anima sotto quel grasso, ora da lucida vedo tutto…” – eri grassa?
Giorgia ride, sì lo sono stata.
I primi pezzi dell’album, “Sai parlare”, “Brividi/lividi” e “Lampadari”, li ho scritti a 19 anni, tutti buttati giù di getto, invece “Non ballerò” è un pezzo di rottura, in quel momento lì alla fine lascio andare tutto….“ma non ballerò, tu resta zitto ad ascoltarmi, ti ho detto tutto, sono nuda, non guardarmi”.

In questo album non c’è Giorgia, perché?
Perché Giorgia, quella Giorgia, che hai sentito nel disco, ora mentre parliamo non esiste più…te l’ho detto ho lasciato andare…

Cos’è per te l’amore, dopo tutto?
Per me oggi l’amore è guardare i film sul divano, con una coperta, vedermi stanca e restare lì. L’amore è farsi male, fatico a passare le ore quando sono serena, ci sono tantissimi alti e bassi. Allora l’amore era quello (ndr farsi male) era come mi sentivo perché l’ho provato, crescendo poi sai che puoi scegliere cosa è meglio per te.

A chi ti rivolgi nelle tue canzoni?
Cerco di parlare all’anima di tutte le persone, di tutte le età.

Adesso che progetti avete?
Negli ultimi 4 anni abbiamo investito tanto: 3 singoli, il nuovo disco, ora ci saranno altri concerti..

Sai già indicarmi qualche data?
Certo, a Bologna il 3 febbraio al Covo, a Rimini il 4 marzo al Bradipop, a Trieste il 17 marzo al Teatro Miela, ad Abano Terme il 18 marzo, ad Ivrea allo Zac il1aprile, a Prato l’8 aprile e a Genova al Supernova Festival in duo acustico il 23 aprile.

Inizia il concerto apre con “Come se non ci fosse un domani”, poi “Sai Parlare”, “Brividi/Lividi”, e per me è sempre più difficile non cantare con loro e fare le fotografie… quindi “Strano Rumore” e il “Presidente”, “Torno a Casa”, “Non ballerò”, “Farsi Male”, “Dare Fastidio”, “Lampadari” e “K2”, canta tutto l’Auditorium!!! applausi, torna solo Giorgia sul palco dell’Auditorium e chiude il concerto con un assolo “Rid of me” di Pj Harvey  che ci fa vibrare e saltare sulle sedie.
Giorgieness è da ascoltare attentamente, la voce di Giorgia entra sottopelle e scava e scopre le cicatrici dell’anima, graffia, urla e si riposa, come fa l’amore, come fa il rock! sentiremo a lungo parlare di Giorgieness.

Intervista di Antonella Lodedo
Foto a cura di dissolvenzelab


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dissolvenzelab nasce dal desiderio di un gruppo di fotografi di allontanarsi dalla dimensione individuale tipica di chi pratica la fotografia per farne invece un progetto collettivo. Attraverso la relazione e lo scambio, siamo un laboratorio di formazione permanente, e nella ricerca di progetti fotografici condivisi concretizziamo il dissolversi di ogni blocco che mina la creatività e fossilizza il nostro punto di vista .Ogni scatto selezionato e' il frutto di una sintesi collettiva. Il metodo partecipativo che accomuna Dissolvenze Lab a SOund36 ha generato la scintilla da cui nasce questa preziosa collaborazione

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