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Interviste

Gianni Venturi, Intervista

Fortunato Mannino

Gianni Venturi nella nostra intervista ci svela i retroscena e gli intenti futuri dei suoi due splendidi progetti.

Incontriamo oggi Gianni Venturi, artista eclettico, mai banale che ritengo essere uno dei pochi eredi autorevoli di quella musica politicamente impegnata che ha caratterizzato gli anni ’70. Voce e autore dei testi dei Moloch e dei Tazebao, ci svelerà retroscena e intenti futuri di questi due splendidi progetti.

Ciao Gianni, benvenuto sulle pagine di SOund36. La prima domanda è d’obbligo e ti chiedo di presentare al nostro pubblico i due progetti che ti vedono protagonista.
Il primo in ordine di uscita è Opium Populi, con la splendida band con la quale collaboro, i Tazebao. Già dal nome dovrebbe apparire chiaro l’intento anche politico del progetto. Uso il termine politico nel senso più integro della parola. Tazebao viene dalla parola Dazebao, I Dazebao nascono in Cina in epoca imperiale, unico strumento lasciato al popolo per esprimere la propria opinione. Erano manifesti murali scritti a mano che nessuno poteva cancellare, nemmeno l’imperatore! Il Dazebao, viene poi recuperato dalla rivoluzione culturale Maoista. Trasformato in Tazebao dal movimento studentesco. Lo so che un disco dedicato alla crociata indetta nel dodicesimo secolo per sterminare l’eresia Catara, può apparire anacronistico. Ma parlare del potere che opprime la libertà fisica e culturale è sempre attuale. E in questa epoca di fanatismi pseudo\religiosi, quanto mai attuale. Poi Moloch, in uscita il 25 Dicembre, due progetti differenti, ma uniti da un sottile filo culturale, infatti Lucien Moreau è anche il regista del primo video dei Tazebao.

Moloch e Opium Populi sono musicalmente diversi ma hanno, secondo me, un unico filo conduttore: la forza dei tuoi testi. Ti senti un po’ l’erede di quella musica politicamente impegnata che ha caratterizzato gli anni ’70? E come ci si sente ad affrontare questi temi in questo contesto storico?
Anche se sono l’autore dei testi di Tazebao, lavoro con persone che appartengono alla generazione del pensiero, come me. L’idea del concept a livello letterario viene dalle mie ricerche di una vita, Gigi Cavalli cocchi, ha avuto l’idea del nome e del concetto di Tazebao\Dazebao, Valerio Luigi e Nik, pur non scrivendo sono alla ricerca. Se mi sento l’erede? Come disse il grande Friederich Nietzsche, a volte penso di essere nato postumo.. Non potrei affrontare altri temi se non i temi che riguardano il miglioramento della vita, o la visione di ciò che è, contrapposto a ciò che dovrebbe essere. E poi nel 77 lottavo, e che è cambiato? Il mondo è migliorato? Le problematiche per cui lottavamo sono cambiate? Credo di no, quindi la lotta non è mai finita, e nemmeno la denuncia. Non vorrei citare il Che, perché mi darebbero del comunista, ma lui diceva che la rivoluzione finirà quando tutto il mondo sarà libero.

Moloch è una divinità inquietante, quanto affascinante, che ritroviamo in tutto il bacino mediterraneo, Bibbia compresa. Moloch che diventa simbolo dei mali del nostro tempo. Io, ascoltando l’album, ho percepito una religiosità malata: prima si sacrificava per ottenere il favore degli dei, oggi invece ci s’immola. Una sorta di processo autodistruttivo senza apparente senso. Chi / Cosa rappresenta, invece, per te oggi Moloch?
Potrei dire il consumismo dissennato. Potrei dire come affermo in Opium Populi che si tratta del Demiurgo. Ma dovrei parlare dello gnosticismo e non mi pare il caso ora. Oppure potrei dire ogni sorta di monoteismo. Ma più razionalmente parlo di tecnocrazia e sistema economico che devasta i popoli e opprime la vita! Moloch è la divinità dalla testa di toro e il corpo di fiamma che chiede il sacrificio. Per i catari era il Demiurgo, ovvero Geova. Ho tanti progetti, ma la lingua che parlo è una!

Opium Popoli affronta, partendo dall’emblematica crociata contro i Catari, tematiche inerenti la religiosità o forse, sarebbe meglio dire, l’ipocrisia religiosa. Ti chiedo se mentre scrivevi i testi ti è mai balenata in mente la domanda: “Ma com’è possibile che nel 2017 si parli ancora d’intolleranza?”
L’intolleranza, l’ignoranza, il fanatismo, sono le armi che il potere economico usa per avere ancora più potere! La crociata contro i Catari è stata una vergogna non raccontata, ha prodotto 8 milioni di morti, devastato una nazione e fatto nascere l’inquisizione, vergogna per la quale la chiesa non pagherà mai. Ha rallentato lo sviluppo umano di almeno 500 anni. Ha devastato una terra dove convivevano insieme differenti culture e religioni, dove il femminile era al centro, dove nasceva l’amor cortese. Viene chiamato oggi il primo rinascimento! La famosa frase latina “ Caedite eos novit enim dominus qui sunt eius” Ammazzateli tutti Dio riconoscerà i suoi! Davanti alle mura di Beziers, il primo grande massacro, in città Catari e Cristiani vivevano insieme, allora un soldato chiede al vescovo: Come faremo a riconoscere i nostri dai loro? Il vescovo risponde: Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi! Per quanto concerne il 2017, ritengo che sia un periodo di estrema intolleranza, fascismo razzismo, sessismo, più intolleranza di così? Basta frequentare Facebook per vedere il livello degli umani non pensanti. E come sempre le religioni vengono usate dal potere economico! Conosco pochissimi cattolici che hanno letto il vangelo, e pochissimo musulmani che hanno letto il corano! I primi ascoltano il prete la domenica, i secondi leggono ciò che ha scritto del corano un qualche Iman. Fondamentalmente la spiritualità è stata fagocitata dalla religione!

Lasciamo, almeno per ora, i temi prettamente politico-filosofici. Raccontaci come nasce la collaborazione con Gigi Cavalli Cocchi? Quanto e come ha influito la sua grande personalità artistica su un album che sa anche di C.S.I.?
Ci conosciamo da tanto, e da tanto si parlava di fare qualcosa insieme, musicalmente siamo diversi, ma questo non è un male. Con mio fratello avevamo un brano che volevamo usare per gli Altare Thotemico, ma a differenza del jazzrock degli Altare, si trattava di un brano più Rock. Allora ho proposto a Gigi di suonarlo per e con noi, io sinceramente già avevo l’idea di coinvolgerlo completamente, ma sapevo dei suoi numerosi impegni. il brano durava 11 minuti, Gigi fece un montaggio cambiando alcune cose e divenne di 4 minuti, Caedite! Il primo brano dei Tazebao! Da li vedendo il risultato finale, abbiamo cominciato a considerare l’idea di un concept album, ho raccontato a Gigi la mia idea di testo e lui l’ha sposata in pieno! Gigi, non passa inosservato, quindi la sua personalità forte influisce positivamente, ha un modo di suonare la batteria che risente di tutte le sue esperienze precedenti, diventando qualcosa di unico! La sua batteria si è sposata con la graniticità del basso di Valerio, creando un approccio ritmico da paura. Live siamo una forza! Anche nelle melodie e nei cantati ha fatto sentire la sua esperienza. Certo l’esperienza C.S.I ha influito, ma pur avendo qualche sonorità che ci avvicina, siamo molto diversi da loro. Loro avevano un approccio punk, mentre noi siamo figli della progressione. Gigi ha suonato in un grandissimo disco dei C.S.I, Tabula rasa elettrificata, pensate che è stato primo in classifica! Oggi non potrebbe accadere! Nel live dedichiamo un brano ai C.S.I Forma e sostanza, ed un altro ai miei miti gli Area, Gioia e rivoluzione!

Qual è la visione del mondo di Gianni Venturi? Esiste, secondo te, un Cavallo Pazzo (personaggio presente in uno dei brani di Moloch ndr.) a cui unirsi in quest’impari battaglia?
Dovrei dire come diceva il grande Bennato: Sono solo canzonette! Per quanto ci s’impegni, la musica non cambia il mondo. Chi ascolta un certo tipo di musica è già sulla strada del cambiamento. No non lo vedo in occidente un Cavallo Pazzo. Mentre nel mondo qualcuno che ancora lotta e rischia la vita per migliorare c’è! Lo so posso apparire pessimista, ma il movimento fu distrutto dalle droghe immesse sul mercato dal potere, oggi la droga è l’assuefazione virtuale. Con Opium Populi ragioniamo come diceva Goethe: Costruire il futuro con elementi del passato, e anche con Moloch!

Cosa ci dobbiamo aspettare nel prossimo futuro dai Moloch e dai Tazebao?
Moloch per ora è in fase di composizione per il disco che uscirà in digitale il 25 Dicembre.
Tazebao, stiamo preparando la tournee, ci tenevo a concludere parlando di Opium Populi, fino ad ora ho raccontato del progetto culturale, ma Opium populi è soprattutto un disco di musica! Musica che risente delle influenze della nostra vita musicale, progressive, rock. Gigi è stato il batterista dei C.S.I, e certo qualcosa anche di loro c’è. Io e Valerio veniamo dagli Altare Thotemico, band Jazzprog. Le influenze si sentono Nik è un hendrixiano, una chitarra libera e svincolata. Luigi è l’equilibrio! Siamo una band che parla, si confronta, crede nell’idea culturale che anima questo lavoro. Siamo diversamente giovani! Se non avessero creduto tutti nella potenza del messaggio, non avrebbero potuto suonare in questo progetto! Sono onorato di suonare in questa band, come sono onorato di lavorare con Lucien!

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