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Sound&Vision

George Cables e Victor Lewis 4tet @ Teatro Ristori

Nicola Barin
Scritto da Nicola Barin

La matrice hard-bop della band è evidente con una serie di standard come I should care in cui apprezziamo il tocco deciso e fermo di Cables e la sua innata fluidità sulla tastiera.

La quinta serata della rassegna jazz del Teatro Ristori di Verona ha proposto, quasi casualmente, la possibilità di vedere e ascoltare due dei grandi del jazz internazionale: George Cables e Victor Lewis. In origine in cartellone era previsto il chitarrista Lionel Loueke assente per gravi motivi personali.
Mai sostituzione è stata più azzeccata, Cables a dispetto delle sue condizioni di salute, si siede al piano e riscalda gli animi con una freschezza incredibile.
Lo accompagnano, oltre a Lewis alla batteria, il bolognese Piero
Odorici
, collaboratore storico del pianista newyorkése, e il contrabbassista Darryl Hall.
La matrice hard-bop della band è evidente con una serie di standard
come I should care in cui apprezziamo il tocco deciso e fermo di Cables e la sua innata fluidità sulla tastiera. Odorici svela subito il suo debito verso
John Coltrane pur mantenendo un suo stile personale.

La serata ha proposto alcuni brani legati al repertorio di Coltrane come All or Nothing at All. Due pezzi originali di Lewis,I wanted to say e Hey it’s me you are talking to permettono al batterista del Nebraska di manifestare ancora la sua perfetta capacità di destreggiarsi con tempi dispari e sincopati mantenendo uno swing fresco e mutevole.
La serata si conclude con Doxy, classico standard di Sonny Rollins, ed uno splendido bis richiesto a gran voce dal pubblico visibilmente coinvolto: You don’t know what love is con Cables al piano solo.

Testo di Nicola Barin
Foto di Alessandra Isalberti

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