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Recensioni

GB Project- Magip

Fortunato Mannino

E’ un progetto meritevole che ci sentiamo di sostenere e segnalare.

Scrivere di album jazz non è mai facile, ma almeno una certezza c’è: la tecnica non si discute. E Magip, nuovo album dei GB Project, non fa eccezione. Più difficile è raccontare, per chi come me non è un musicista, l’ora abbondante di Musica. Procederò, dunque, per sensazioni ed emozioni e in tal senso posso dire che Magip è un disco gradevole e moderno, nel quale la tecnica non è mai fine a se stessa. Questo rende facile e accessibile il disco anche a chi non è avvezzo a queste sonorità.
Gli otto lunghi brani diventano il sottofondo ideale per una buona lettura o, semplicemente, per riconciliarsi con se stessi dopo una giornata di lavoro. Oggettivamente sarebbe difficile segnalare un brano su tutti ma… dovendo parlare di emozioni la mia scelta è facile: Aria Mediterranea. E non poteva essere che così, considerato che uno degli aspetti positivi di vivere all’estremo sud della penisola è quello di poter godere appieno i mille colori Mediterraneo, i suoi ritmi e la sua millenaria Storia. Inevitabile, dunque, che il pianoforte evocativo e sognante e il sax malinconico che caratterizzano questo brano siano stati la colonna sonora ideale dei miei (rari) momenti di relax.
Magip, frutto della creatività del pianista Gilberto Mazzotti e della bravura dei suoi compagni di viaggio, Alessandro Scala (sax soprano e sax tenore), Piero Simoncini (contrabbasso) e Michele Iaia (batteria), è uscito il 16 marzo per l’Alfa Projects. Un’Etichetta indipendente che, da diversi anni, ha come obiettivo la valorizzazione della musica Ethno-World e del Jazz italiano. Un genere quest’ultimo che ha acquisito peculiarità proprie che sono molto apprezzate, purtroppo / soprattutto, all’estero. Un progetto, dunque, meritevole che ci sentiamo di sostenere e segnalare.

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