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Recensioni

Gaspare Bernardi – Stranger At Home

Fortunato Mannino

Album a metà tra tradizione e progresso: dalle sonorità del corno francese all’elettronica

Mentre il mondo mediatico si spende e propina personaggi dal talento discutibile, la politica internazionale mina sia la pace che l’ecosistema del pianeta, nel mio lettore gira, per l’ennesima volta e forse non casualmente, un disco dal titolo molto significativo e profondo: Stranger At Home. Stranieri a casa propria incarna una sensazione comune a tutte quelle persone che vivono intensamente sia i rapporti umani sia le decisioni politiche ed economiche che deturpano territori e sviliscono l’essere uomo.
L’album è firmato da Gaspare Bernardi, artista poliedrico la cui attività spazia dal teatro all’opera, dalla musica sinfonica a quella cantautorale e quella letteraria. Artista molto stimato e apprezzato, che vanta collaborazioni con grossi nomi della musica italiana e internazionale.
Il suo grande merito, oltre a quelli strettamente legati alla tecnica e alla sensibilità artistica, è quello di aver esaltato e reso versatile il suono del corno francese, adattandolo in modo mirabile alle diverse situazioni musicali. Stranger At Home è il suo quarto album ed è, come è facile intuire dal titolo e dalla copertina dell’album, un album intimo e intimista. Un album che nasce dal silenzio estatico e dalla contemplazione dei paesaggi mozzafiato dell’appenino tosco emiliano, dalla meditazione e dalla riflessione.
Un amore, quello per la propria terra e per le proprie radici, che Gaspare Bernardi ribadisce esplicitamente nell’unico brano cantato e che, non a caso, è anche la title track. Album a metà tra tradizione e progresso che raccoglie musiche scritte tra il 2014 e il 2016. La tradizione è ovviamente rappresentata dalle sonorità del corno francese, che dà all’album quel potere evocativo che lo caratterizza, l’elettronica rappresenta invece l’aspetto più moderno. Ad impreziosire le atmosfere rarefatte e i chiaroscuri di Stranger At Home ci sono anche i contributi di due ospiti di fama internazionale come Markus Stockhausen e Achille Succi.
L’album, che consigliamo vivamente, è uscito per la Incipit Records, nuova etichetta di Egea Music.

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