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Soundcheck

Fùrnari – Abusivi Sognatori

Paolo Pavone
Scritto da Paolo Pavone

Fùrnari – un rock che ha dietro un mondo di parole e sogni.

“Siamo sempre più appiattiti sulla linea di ciò che è ordinario, chi sogna, chi fa dei progetti che escono fuori dal tracciato rigidamente imposto dalla società, sembra possa farlo solo abusivamente”
Cristiano Fùrnari è un giovane cantautore romano che ha già fatto parlare di sé: cantante e chitarrista dei Radiodrama, dal 2014 ha deciso di dedicarsi a un progetto solista che ha visto la luce questo aprile col titolo di Abusivi sognatori.
Fùrnari ha un modo suo di dire, che si riflette nella produzione artistica dell’intero album, grazie alla sensibilità di Dario Vero che ne ha sputo valorizzare le intenzioni sonore dando la veste giusta al sognatore.
Sono 9 tracce, passeggiate oniriche che si diramano tra cieli di meteore sospese e di stelle di carta, in cui i sogni sembrano azioni illecite, chimere coscienti del loro destino finito e illusorio. Ogni brano è il fotogramma di un lungometraggio moderno, che ha perso la verità delle pellicole anni ’20, quelle che spezzano “il ritmo di questo valzer “ (Pellicole), abitudinario e mesto. Allora si cercano altre soluzioni, “maschere bidimensionali” (Sopravvissuti) o immagini più vivide, e se il sogno è abusivo non importa: laddove sembri sfumare il senso, lontano, su Saturno, pare ancora possibile recuperarlo (Lettere da Saturno).
L’anima più energica e sovversiva – l’ammissione del disagio generazionale e della frantumazione delle speranze – fa da contrasto all’introspezione e all’angolatura più intimistica, e le distorsioni elettriche si alternano a melodie più soft.
Quello di Fùrnari è un rock attuale, nessun citazionismo, ma una buona dose di gusto e bravura compositiva. Merito da condividere con il resto della band: Alessandro Accardi (batteria), Laura Piccinetti (basso) e il già citato Dario Vero (chitarra).
Un esordio che lascia presagire futuri orizzonti, fuori dall’ordinario ma niente affatto abusivi.

About the author

Paolo Pavone

Paolo Pavone

Paolo Pavone, nasce in Italia, sparisce nel Regno Unito, ritorna - suo malgrado - per parlare e scrivere di musica.
Ama i libri, la Grecia, Zorba e il rebetiko. Non ama le altezze, le bassezze, l'incoerenza e scrivere biografie :)

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