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FRIDAYS FOR FUTURE – MILANO 15 MARZO 2019

Giovanna Musolino

Adolescenti, spesso accusati di non aver valori, hanno offerto uno spettacolo bellissimo e festoso. E’ stata una grande manifestazione di civiltà

Il 2018 è stato, in Europa, l’anno più caldo della storia: incendi devastanti, inondazioni, desertificazione, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello del mare, erosione delle coste sono tutti eventi che hanno subito un’impennata nel giro di pochissimo tempo, direttamente causati dal riscaldamento globale. Da tempo gli scienziati hanno lanciato il loro grido di allarme sullo stato di salute sempre più precario del nostro pianeta: non occorre essere dei climatologi per constatare che fa sempre più caldo, che piove sempre di meno, che non nevica più, oppure che tutti questi fenomeni si presentino in modo parossistico. Eppure, nonostante l’evidenza dei fatti e i dati scientifici inequivocabili, i potenti della terra continuano a ignorare o a deridere gli studiosi, tacciandoli di “catastrofismo”.
Lao Tzu ha detto: “Si è responsabili non solo per ciò che si fa, ma anche per ciò che non si fa”. Siamo rimasti inermi a guardare lo sfruttamento intensivo, indiscriminato e irresponsabile del pianeta e ora ci viene presentato un salatissimo conto. Forse sarà stato questo il pensiero che avrà scatenato nella sedicenne svedese Greta Thunberg il desiderio di agire e di non aspettare più che qualcuno si decidesse a intervenire per salvare il pianeta.
Dal 20 agosto del 2018 Greta, preoccupata per l’ondata di caldo anomalo e per gli incendi verificatisi nel suo paese, comincia uno sciopero dalle lezioni per indurre il governo svedese a compiere atti concreti volti alla diminuzione delle emissioni di anidride carbonica. Ha continuato a protestare e manifestare ogni venerdì, lanciando il movimento Fridays for future. L’eco della sua contestazione si è diffuso anche al di fuori dei confini svedesi, in molti paesi europei e in Australia. A dicembre del 2018 Greta ha tenuto un discorso chiaro, esplicito, scomodo in Polonia, durante un vertice dell’ONU in cui, senza mezzi termini, sottolinea il fallimento e l’inettitudine dei politici, definendoli immaturi. “Non possiamo risolvere una crisi senza trattarla come una crisi: dobbiamo lasciare i combustibili fossili sotto terra e dobbiamo focalizzarci sull’uguaglianza e se le soluzioni sono impossibili da trovare in questo sistema significa che dobbiamo cambiare il sistema. Non siamo venuti qui per pregare i leader di occuparsene. Tanto ci avete ignorato in passato e continuerete a ignorarci. Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene al popolo”.
E quel popolo che ha coscienza di detenere un potere enorme il 15 marzo del 2019 decide di scendere in piazza per lo sciopero globale del clima. Studenti di oltre 40 paesi del mondo accorrono per far sentire la loro voce, perché si sono “rotti i polmoni”, perché non vogliono essere derubati del loro futuro, perché vogliono che sia interrotto lo scempio del nostro pianeta. A Milano forse centomila ragazzi e insegnanti (presente anche una gallina!) danno vita a una grande manifestazione di civiltà. Un corteo composto, striscioni, canti, nessuna strumentalizzazione politica, nessun disordine. La consapevolezza dell’importanza del momento e del proprio ruolo. Adolescenti, spesso accusati di non aver valori, hanno offerto uno spettacolo bellissimo e festoso. Adulti corrotti che inseguono la logica del bieco profitto, adulti votati al “produci, consuma, crepa”, non potranno che perpetrare una società degenerata. Adulti che trasmettono passione, impegno, ideali positivi di rispetto e cooperazione, genereranno ragazzi onesti e “sani”. Bisogna interrompere il circolo vizioso e introdurne uno virtuoso. Se è indubitabile che le decisioni e le azioni importanti spettino ai potenti è altresì vero che ciascuno di noi può e deve dare il proprio contributo. Contagiamoci con comportamenti ecologicamente corretti che aiuteranno l’ambiente e si tradurranno in un risparmio non solo economico. L’ignoranza non è ammessa, mettiamo in atto e diffondiamo buone prassi: riduciamo i rifiuti, pratichiamo la raccolta differenziata; se abbiamo un balcone, un terrazzo, un giardino serviamoci della lotta biologica e integrata, evitando l’uso di prodotti chimici, abbassiamo il riscaldamento, beviamo l’acqua del rubinetto, utilizziamo lampadine led. Un’altra azione fondamentale contro il riscaldamento globale è la lotta alla deforestazione, che possiamo realizzare anche noi, piantando alberi. Ovunque sia possibile, chiunque ne abbia l’opportunità pianti un albero. Conosciamo tutti i numerosissimi vantaggi derivanti dagli alberi, non ultimo riuscire ad abbassare la temperatura anche di parecchi gradi.
E torniamo a Lao Tzu, ricordando che: ”Un lungo viaggio di mille miglia comincia con un solo passo”. In marcia, dunque, prima che sia troppo tardi!

Articolo di Giovanna Musolino
Foto di copertina di Giulio Paravani

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