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Rubriche

Fredo Santana – Fredo Kruger

Annalisa Nicastro

C’è un qualcosa di indefinito nell’estetica disillusa e decadente di Fredo Kruger che colpisce. La resa sonora e vocale del tape emerge nella sua nevrotica impellenza solo dopo diversi ascolti,

Chicago è un universo musicale completamente a sé stante, e l’orda di teenager che vi dettano ora le regole ne hanno riportato fieramente alla ribalta il vessillo, seppur in maniera ruvida e senza compromessi. Ragazzi come Chief Keef, Lil Reese e Lil Durk sono tutti approdati, con la loro estetica ai limiti della minaccia in formato audio, a contratti importanti, e anche Kanye West ne ha riconosciuto il potenziale, ospitando Keef, il più divisorio e talentuoso di tutti, nel suo ultimo album. Resta quindi un mistero come Fredo Santana, il più intimidatorio tra tutti loro, sia rimasto nell’ombra; mistero ancora più fitto se si dà un ascolto al suo ultimo tape – il nome rende l’idea del personaggio: Fredo Kruger.
Fredo non ha in sé un’innata musicalità né riesce ad esprimersi sulle velocità dei suoi coetanei, ma piuttosto elabora i suoi testi rilasciando uno slogan appresso all’altro, costruendo un immaginario di sé e della realtà che lo circonda aridamente privo di emozioni, modulando la componente minatoria delle sue parole sulla stessa linea delle strumentali scelte. Emblematica è la costruzione dell’inciso sull’immane e angosciante beat di “Up Them Poles”, dove la lentezza della strumentale è il fattore determinante per la resa sonora del testo (la prima parte recita “See Fredo be that nigga just to let you niggas know/Fuck these bitches, fuck these hoes, see my money come first/Have my youngins kick a door, lay you on the floor/For that bag for that money,you ain’t got it? Gotta go”). L’intero pezzo gravita intorno a questa empasse spettrale, a metà tra minaccia ai rivali e ambiziosa dichiarazione d’intenti.
Non mancano momenti di maggiore vivacità nelle tracce a seguire: in “Rollie On My Wrist” e “I Need More” Fredo sceglie dei beat dai ritmi più sostenuti ma sempre poderosi (impressionante il secondo), le cui ipnotiche melodie di piano ipnotizzano e mettono meno in evidenza le sue ancora vaste lacune liriche, che lo portano ad essere confinato nell’ombra rispettivamente da Juelz Santana e Young Scooter, sicuramente più navigati e dotati di maggior carisma.
Ma i miglioramenti rispetto all’esordio in It’s A Scary Site sono considerevoli, in particolar modo nella selezione dei beat, non essendo il rimare un punto di forza del prototipo di trap rapper che Fredo incarna. È infatti il beat di 12Hunna che fa di “Change” lo standout dell’intero progetto: la sua lunghezza, adagiata su corni e bassi cupi e depauperati tanto da far dubitare sulla bontà del mastering, e illuminata da una solitaria e disadorna melodia di flauto, crea lo spazio ideale per la posse cut che vi nasce di lì a poco, con Lil Durk, Gino Marley, Capo e Ballout, tutti tramite un plasticamente malinconico autotune, dediti ad elencare gli innumerevoli benefici del successo raggiunto, malgrado l’invidia e l’odio di chi un tempo li affiancava.
Da “Change” in poi, Fredo fa in modo che la sua presenza fagociti chiunque altro, incrementando la carica negativa delle sue sentenze e traendo il massimo beneficio dalla tensione generata dai beat degli 808 Mafia in “Trap Spot” e “Take Risks”. I superproducers di Atlanta riempiono l’atmosfera di cori gotici, synth stridenti ed orchestrali cupi e distanti, abbinandoli a travolgenti percussioni con le quali le minacce e le allusioni al narcotraffico di Fredo s’incastrano con una chirurgica ed inquietante naturalezza. Anche quando intervengono produttori più noti, come Young Chop e Mike Will in “If I Go Broke” e “Dead Broke”, l’antifona non cambia. Ospiti usuali e meno usuali come Future, Alley Boy, Trouble e i compagni SD e Chief Keef non toccano le vette di angoscia e tetra risolutezza di Fredo.
C’è un qualcosa di indefinito nell’estetica disillusa e decadente di Fredo Kruger che colpisce. La resa sonora e vocale del tape emerge nella sua nevrotica impellenza solo dopo diversi ascolti, e soprattutto solo all’orecchio di ascoltatori abituati al genere trap, il che esclude un’appetibilità del progetto a qualsiasi fascia. Ma qualora Fredo riuscisse a proporre nei suoi progetti una maggiore costanza abbinata alla crescita carismatica che auspicano alcuni brillanti momenti di questo mixtape, Chicago potrebbe davvero trovarsi di fronte all’ennesima giovanissima star del suo tetro vivaio.

Patrizio Corda

“I Need More” (Feat. Young Scooter)

“Change” (Feat. Lil Durk,Gino Marley,Capo & Ballout)

“Trap Spot” (Feat. Gino Marley,Ballout & Blood Money)

“If I Go Broke” (Feat. Alley Boy & Trouble)

Fredo Santana
Fredo Kruger

Tipo: Mixtape
Label: GBE, Savage Squad Records
Tracce: 15

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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