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Sound&Vision

Folkstone @ Live Music Club, Trezzo Sull’Adda

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Scritto da FG Music Photo

Entusiasmo, potenza, tecnica… sono queste le parole che rendono unici gli spettacoli dei Folkstone!

Un fiume in piena.
La musica dei Folkstone ha la stessa potenza di quando gli elementi della natura si scatenano manifestando la propria furia. Già due ore prima dell’inizio della serata il parterre del Live Music Club pullula degli aficionados della band bergamasca capostipite del genere folk-metal in Italia ed apprezzatissima all’estero. La sensazione, palpabile, è che questa sarà una serata da annoverare tra i ricordi più cari della propria esistenza. Dietro le quinte, nei camerini, gli attori protagonisti sono in grande fermento. La voglia di calcare nuovamente le scene e di presentare le nuove musiche nella dimensione a loro più congeniale, ovvero quella live che li ha consacrati veri e propri idoli delle folle in tutta Europa grazie a show tanto semplici quanto crudi e potenti è immensa.
La nuova line-up che toglie due elementi come “Ol Teo” e “Ol Loca” (Matteo Frigeni e Andrea Locatelli) si avvale della new-entry Marco Legnani e della partecipazione speciale di Gianka della Barbarian Pipe Band.
Si avvicina l’ora dello show e terminati gli ultimi controlli a strumentazione e platea, Edo Sala appare alla batteria e comincia a pestare le pelli scatenando l’entusiasmo della folla, urlante e festante, che subito si lascia trasportare nel mondo Folkstone con grande entusiasmo.
Vengono snocciolate, senza soluzione di continuità, le prime quattro canzoni e lo si fa con una potenza sonora terrificante!!! I nuovi brani si miscelano a quelli più datati con naturalezza, il sound compatto dato da Edo e Federico pompano il sangue nelle vene fin quasi a farle scoppiare. A dare (si fa per dire) un attimo di tregua dopo aver calato un poker d’assi sontuoso arriva “Escludimi” con la voce di Roberta Rota, che, rispetto alla versione incisa nell’ultimo album (Diario Di Un Ultimo n.d.r.) ritorna a graffiare con quella sana cattiveria che le riconosciamo come punto essenziale della sua timbrica. Luca Bonometti e Marco Legnani mettono chitarre e ghironda al servizio della band con sapienza e precisione. “Simone Pianetti”, brano che narra le vicende del controverso personaggio della Val Brembana che, ad inizio Novecento, fece parlare di sé per alcune drammatiche vicende che segnarono pesantemente gli anni ante Prima Guerra Mondiale, mantiene i ritmi da fuoco sotto la cenere. Fuoco che riesplode in pieno con il terzetto successivo che contempla anche “Astri”, vero e proprio omaggio al padre della scienza moderna Galileo Galilei. “La Maggioranza” scatena il pogo tra le prime file e ci conduce verso “Elicriso”, dove torna a spadroneggiare la voce di Robi e si apre un piccolo set di brani che permettono a tutti di rifiatare e riprendere energie per il proseguo della serata. “Naufrago”, “Pelle Nera e Rum“, “Supernova” e “Scintilla” (queste ultime tre tratte dal controverso “Ossidiana”) ridanno fiato e ci traghettano verso la seconda parte del set. Il ritmo incalza e cresce fino ad arrivare ad “Un’altra Volta Ancora” dove, scorto tra il pubblico “Ol Loca”, questi viene invitato ed issato a braccia sul palco, e, invocato dal pubblico si arma di bombarda e partecipa all’esecuzione del brano tra abbracci e sorrisi. I fiati di Maurizio Cardullo, coadiuvato da Gianka, Robi e Lore creano quella base sonora che da sempre è segno distintivo del combo orobico. “Caos Pazzia… un ristoro ed una compagnia, Caos Pazzia, l’irriverenza è la mia danza…” canta Lore durante “Una Sera” e tutto ciò si trasferisce al di là delle transenne con una rinnovata carica adrenalinica che scuote le barriere anti-sfondamento facendole ondeggiare paurosamente. Si prosegue poi con la solita cavalcata di Lorenzo sopra le braccia tese del pubblico che lo portano a girare la sala da un punto vista come sempre anomalo mentre si immerge nel bagno di folla tra abbracci e pacche sulle spalle nel tragitto per recuperare il palco. Si va verso il finale ed i bis si aprono con un vero è proprio inno “Omnia Fert Aetas” che precede le ultime quattro canzoni tra le quali spicca “Fossile” prima canzone incisa ed eseguita in acustico nella storia della band. Pura poesia. Il fiume in piena dove si naviga con la “Prua Contro Il Nulla”, torna a travolgere con i rivoli e rovesci di note tutte la hall ed il finale non può che essere affidato ad “Anime Dannate” ed alla sempiterna “Con Passo Pesante”! Una serata, come già detto e scritto, ai posteri. Entusiasmo, potenza, tecnica… sono queste le parole che rendono unici gli spettacoli dei Folkstone. Uniti ad un po’ di caos e tanta, tanta pazzia!!!
Line Up:
Lorenzo Marchesi: Voce, Cornamuse e Bombarde;
Roberta Rota: Voce, Cornamuse e Bombarde;
Maurizio Cardullo: Cornamuse, Bouzouki irlandesi, Cittern, Flauti e Bombarde;
Edoardo SalaBatteria e Percussioni;
Luca Bonometti: Chitarra elettrica;
Federico Maffei: Basso elettrico;
Marco Legnani: Ghironda. Cornamuse, Chitarra elettrica;
Gianka Barba: Cornamuse e Bombarde.
Articolo e Fotografie di Gigi Fratus.

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