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A propos de Pop Corn

I Foja @ Lanificio159 di Roma

Scritto da Paola Varricchio

Gli scenari artistici e culturali che i Foja riescono a regalare sono di livello molto alto

‘O treno che va, questo il titolo dell’ultimo album dei Foja, gruppo folk-rock napoletano che giovedì 20 aprile 2017 si è esibito a Roma.
Il treno va e fa tappa al Lanificio159 per incontrare alcuni artisti romani e un pubblico conquistato negli anni, e condividere con loro un pezzo di questa nuova avventura: un album nato come un viaggio tra rock, pop, blues, country, canzone classica napoletana e melodie italiane, che racconta di piccole, grandi storie. Ogni canzone è una stazione dove fermarsi ad ascoltarne una.
Dario Sansone (voce e chitarra), Ennio Frongillo (chitarra elettrica), Giuliano Falcone (basso elettrico), Luigi Scialdone (chitarre, mandolini, ukulele e banjo) e Giovanni Schiattarella (batteria),  foja di nome e di fatto, hanno presentato le canzoni del nuovo album sul palco del Lanificio.
Tra gli ospiti della serata i Muro del Canto, che hanno accompagnato la band su Da Sule Nun Se Vence Maje e su Nunn’è Cosa.
Dopo Che m’ he fatto, cover di un pezzo degli Showmen, e Maletiempo, altri due ospiti, Ilaria Graziano e Francesco Forni, che Sansone ha presentato come “due pezzi di cuore” e con i quali hanno suonato A Chi Appartieni, tratto daO treno che va e La Strada, pezzo tratto dal loro disco d’esordio From Bedlam to Lenane.
Oltre ai pezzi nuovi, “vecchie” glorie – A’malia, Astrigneme Cchiù Forte, Tu m’accire – poi con Luca Carocci, la sua Le Rose e i Limoni da Missili e Somari, e poco dopo, con Roberto Angelini, Statte Cu’ Mme, canzone di passione e appartenenza, penultima traccia del nuovo album dei Foja.
Un live coinvolgente, in cui non potevano mancare pezzi come Donna Maria e Dimane torna ‘o Sole, che si è chiuso con una calzante Duorme, che è anche l’ultima traccia dell’album.
Quando un gruppo arriva su un palco di una città che non è la sua cantando canzoni nel suo dialetto e interagisce così profondamente con il suo pubblico e con gli altri artisti vuol dire che c’è una finestra di dialogo e di scambio aperta – anzi, in questo caso, spalancata – e questo non solo rende sempre speciale l’atmosfera della serata, ma lascia intravedere e assaporare scenari artistici e culturali di livello molto alto.

About the author

Paola Varricchio

Napoletana di nascita e di appartenenza.
Nel 2010, da una coabitazione con tre amici in un appartamento-bed&breakfast nel cuore del centro storico napoletano, comincio, quasi per gioco, un' avventura chiamata Frammenti: l'apertura di uno spazio di condivisione e di ascolto.
Una cantina, un piccolo palco, l'amplificazione presa in prestito, cuscinoni a terra e tavolini ikea, poi l'acquisto di un pianoforte, il susseguirsi di rassegne musicali dedicate al cantautorato ed alla musica indipendente. D'estate l'organizzazione di alcune date fuori da casa nostra, in luoghi all'aperto ma sempre privati, intimi e quotidiani, che esprimessero vissuto e condivisione. Poi, ancora, alcune date che ci hanno aperto non porte ma portoni, come quello bello grosso del Maschio Angioino. Sei anni indimenticabili, dove affondano le radici del mio amore per la musica indipendente, non quella dei grandi palchi, ma quella appassionata delle grandi sensibilità che, spesso, nascono nelle cantine come la nostra, e tante volte ci rimangono.

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