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Recensioni

FOCUS: SING ALONG (quarta parte)

Annalisa Nicastro

Le scelte fortunate di alcuni rapper che si son stufati di rappare

Chiamatelo evoluzionismo: godetevelo oppure indignatevi e battetevi il pezzo per il dolente cambiamento, eppure sempre più artisti stanno virando verso bruschi cambiamenti estetici, approcciando un flow più melodico e cantato rispetto al convenzionale flusso ritmato di rime. I puristi gridano allo scandalo, parlano di “annacquamento tecnico”, senza capire che ciò era più che prevedibile. Con o senza vocoder ed autotune, l’hip-hop è man mano divenuto sempre più simile al pop, probabilmente spodestandolo del tutto in questi ultimi anni. Ecco alcuni esempi per dimostrarlo.

Quarta parte

Flo Rida, R.O.O.T.S. (2009)

Flo Rida è ormai una pop star a tutti gli effetti, e le sue attuali frequentazioni sono ben lontane dalla nicchia dell’hip-hop; R.O.O.T.S. è però significativo in quanto nitida istantanea del momento in cui ha effettuato il salto dal rap al pop, ampliando i propri orizzonti musicali e gettando le basi per una transizione poi emulata da diversi colleghi. Comprensivo delle mega hit “Right Round” e “Sugar”, R.O.O.T.S. è probabilmente il miglior disco della sua carriera, oltre ad essere una pietra miliare del confuso, nebuloso e ancora in formazione universo del pop rap.

“Right Round” (Feat. Ke$ha)

Future, Pluto (2012)
Indiscutibilmente il non plus ultra dell’unione di rap e melodia. Dopo una serie di scintillanti mixtape, ricchi di hit a metà tra trap music e R&B, nell’Aprile del 2012 Future ha esordito con Pluto, sconvolgendo di lì a poco il palcoscenico dell’hip-hop americano. Il suo uso sincero, emozionalmente intenso e costantemente in evoluzione dell’autotune l’ha portato a differenziarsi da chiunque altro, contribuendo al successo di svariate hit, e lavorando con gente come Rihanna, Lil Wayne, R. Kelly, Flo Rida, Rick Ross, Ciara e Kelly Rowland. Ormai presenza stabile nelle chart americane, Future ha compiuto con Pluto il primo passo verso la sua sinora fantastica e personalissima traiettoria artistica.

“Turn On The Lights”

Patrizio Corda

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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