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Recensioni

FOCUS: SING ALONG (parte prima)

Annalisa Nicastro

FOCUS: SING ALONG
Le scelte fortunate di alcuni rapper che si son stufati di rappare

Chiamatelo evoluzionismo: godetevelo oppure indignatevi e battetevi il pezzo per il dolente cambiamento, eppure sempre più artisti stanno virando verso bruschi cambiamenti estetici, approcciando un flow più melodico e cantato rispetto al convenzionale flusso ritmato di rime. I puristi gridano allo scandalo, parlano di “annacquamento tecnico”, senza capire che ciò era più che prevedibile. Con o senza vocoder ed autotune, l’hip-hop è man mano divenuto sempre più simile al pop, probabilmente spodestandolo del tutto in questi ultimi anni. Ecco alcuni esempi per dimostrarlo.

T-Pain, Three Ringz (2008)



T-Pain è il padre dell’autotune, e ha mostrato – hit dopo hit – al mondo come questo dispositivo possa aprire a rapper e cantanti nuove vie d’espressione. Three Ringz non è il suo progetto di maggior successo, ma l’infinità di eccelse collaborazioni (Chris Brown, Kanye West, Lil Wayne, Akon e altri) ne fa la sua più poderosa dimostrazione di forza in un’industria che l’avrebbe poi visto farsi da parte con la venuta di Future, capace di raccogliere quanto da lui seminato, portandolo su vette inimmaginabili..
“Can’t Believe It” (Feat. Lil Wayne)

Future, Astronaut Status (2012)


Future è l’ovvia evoluzione di T-Pain; il suo uso dell’autotune è unico e personale, capace di renderlo più umano ed emozionale invece di spedirlo sotto l’etichetta di “voce robotizzata di chi in realtà non sa cantare”. Astronaut Status ha mostrato all’America le sue enormi potenzialità da pop star, partorendo numerosi singoli che poi sono finiti nel suo debutto Pluto. La storia del ragazzo di Atlanta che ora sta dominando le classifiche Hip-Hop/R&B negli USA ha avuto in queste 21 tracce la sua svolta decisiva.
“No Matter What”

Travis Porter, Mr. Porter (2013)

I Travis Porter, dalla loro, hanno ben poco a che vedere con l’emozionalità e gli elementi R&B che contraddistinguono Future; la loro è musica da college party, o meglio ancora da strip club. La loro breve carriera è piena di inni al divertimento promiscuo e senza filtri, che badano più all’orecchiabilità rispetto che all’ipotetico messaggio da dare.
Mr. Porter, la loro ultima uscita, non si discosta per niente da questa loro particolarissima etica, offrendo – prendere o lasciare – semplicemente della buona e godibile musica da Sabato sera.
“Rollin Around”

Patrizio Corda

Segue nel prossimo numero!

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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