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Recensioni

Filippo Cosentino – Andromeda

Nicola Barin
Scritto da Nicola Barin

“La mia terra è un non-luogo o meglio è un luogo mentale o ideale”

Il talentuoso chitarrista Filippo Cosentino torna, per proporre il suo nuovo progetto, con la Nau Records, la piccola, ma attenta e curiosa etichetta milanese di Gianni Barone, che ha indubbiamente un grande fiuto per la qualità musicale.
Il chitarrista albese ha già al suo attivo diverse registrazioni come leader e diverse collaborazioni con nomi di rilievo: Fabrizio Bosso, Michael Rosen, Jesper Bodilsen, solo per citarne alcuni.
Il progetto spazia tra vari generi contempando brani decisamente fusion, Missouri, dal sapore vagamente methenyano, oppure Dancing che si nutre ampiamente dell’improvvisazione di tutti i componenti.
Il filo rosso che caratterizza l’album, come confermato recentemente anche dall’artista, è il polistilismo: la capacità di proporre e di fondere forme musicali molto distanti. Dancing ne è solo un esempio, ad un tema molto melodico contrapopone un improvvisazione libera dei componenti. Ancora di più, si posssono cogliere queste peculiarità, nei due brani Upsilon Andromedae A e Upsilon Andromedae B che si avventurano nel jazz più muscolare fino a sfiorare l’avant-jazz; in sostanza una pluralità di linguaggi che sorprende l’ascoltatore e lo lascia ben impressionato.
Andromeda e Perseo è un traccia piacevolmente melodica con un timbro di chitarra caldo e suadente che ritroviamo anche in Caught, una ballad dalla tinte solari che pone in risalto il gioioso pianismo di Wölkal.
La mia Terra è un omaggio alle molteplici terre del musicista, come ricorda in una recente intervista “…sono nato in Piemonte nella bella cittadina di Alba, immersa nelle colline di Langhe-Roero e Monferrato, da genitori siculo-calabresi e ho avuto la fortuna di conoscere i luoghi dove loro hanno vissuto […] ho vissuto, e li c’è ancora un pezzo del mio cuore, in Emilia, e ammiro altre culture straniere, europee ed extra-europee, parte delle quali ho avuto modo di approfondire e conoscere grazie alla musica, agli studi e al mestiere che faccio. La mia terra è un non-luogo o meglio è un luogo mentale o ideale”.
Un progetto riuscito, costruito attraverso una scelta oculata della formazione, nel quale si coglie appieno l’interplay dei componenti, che si muove trasversalmente tra diverse suggestioni musicali.

Filippo Cosentino: chitarra
Ekkehard Wölkal: pianoforte
Johannes Finkal:contrabbasso
Andrea Marcelli: batteria

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