Cookie Policy

Recensioni

Felpa – Tregua

Claudio Prandin
Scritto da Claudio Prandin

Il titolo che ispira una pace ritrovata, nasconde un disco che colpisce al cuore anche se in modo tenue e delicato

Dopo aver militato negli Offlaga Disco Pax e nei Magpie, Daniele Carretti ha deciso di intraprendere la carriera solista e di proporre la sua musica con lo pseudonimo Felpa; Tregua è il suo nuovo lavoro e chiude un’ideale trilogia che comprende i precedenti Abbandono e Paura. Comincia e termina con due soffici brani strumentali (Svegliarsi e Dormire) che riutilizzano il medesimo arpeggio ma interpretandolo in modi diversi; nel mezzo troviamo stralci di shoegaze, droni elettronici, accenni di new wave e tanta malinconia che avviluppa l’ascoltatore tra le sue spire e lo trascina delicatamente a fondo; la bellezza di questo album è proprio che colpisce ai fianchi senza forza o prepotenza ma con una dolcezza letale.
Il cantato lento e mellifluo da un lato riesce a metterti a tuo agio, dall’altro genera paesaggi oscuri e malsicuri nei quali un silente pericolo aggredisce al rallentatore, dando l’idea di poter essere evitato; ma non è così.
Felpa ha composto, suonato, registrato e mixato l’album nella sua casa di Reggio Emilia mantenendo un approccio intimo e lo-fi. Il basso denso e colloso, le chitarre appena abbozzate e la batteria che compare e scompare all’improvviso sembrano protagonisti di un gioco di specchi. Gli otto brevi brani pur sembrando tenui e sottomessi rivelano invece una forza inclusiva e davvero coinvolgente.
Un po’ come nella prima scena dello splendido libro “Il maestro e Margherita” di Bulgakov quando al direttore Michail Aleksandrovic Berlioz seduto tranquillamente su una panchina moscovita appare un distinto signore che “indossava un costoso vestito grigio e scarpe straniere in tinta col vestito. L’occhio destro nero, il sinistro, chissà perché, verde”. Si scoprirà poi che questo sconosciuto altro non è che il diavolo venuto a reclamare l’anima di Berlioz.
Questo disco fa più o meno la stessa cosa: si presenta in modo pacato ma poi scava nel nostro intimo e delicatamente ci strappa l’anima.

About the author

Claudio Prandin

Claudio Prandin

error: Sorry!! This Content is Protected !!