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Recensioni

FAB – Maps for Moon Lovers

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Scritto da Red

FAB proviene dalle più alte tradizioni anglosassoni di rock mainstream

Appunto di Rock inglese si tratta. Uscito proprio nell’ultima parte del 2018, ancora oggi in pasto alla critica, il nuovo disco di FAB piace e scorre e si lascia ascoltare con questa ricetta che ormai non solo codifica a pieno la vita artistica del cantautore rock calabrese, ma soprattutto celebra un equilibrio assai interessante e ricco di personalità.
Penso che a sentirlo cantare in italiano o in altro genere musicale, farebbe parecchio strano. FAB per noi e per tantissimi, in definitiva, è questa musica che proviene dalle più alte tradizioni anglosassoni di rock mainstream, dall’Irlanda degli U2 quando si fanno concitate le ritmiche di chitarra come in “Song for Moon Lovers”, passando per il taglio roots della west coast americana quando il tutto diviene appena più ruvido, appunto, come in “Colors”… e ancora citeremmo i Muse nelle catalogazioni digitali di “Shoreditch Girl” o nella grinta di “Minuteman” e senza troppo allontanarci dalle somiglianze di primo acchito, sia chiaro.
E in generale, che bella melodia che sa scrivere FAB con quel modo di fare il romantico, come in “The Same Floor”, brano che però tradisce il bisogno che avevo di sentirci dentro una maggiore irriverenza e sfacciataggine in luogo di una composta educazione di stile. E questo, devo dire la verità, mi capita spesso lungo tutta la tracklist di questo lavoro. Questione di rocker direi io, questione di cantautore direte voi. FAB scrive bene, forse troppo impastato con le liriche ma sicuramente è padrone della personalità che mette in scena, che mette sotto sale e dentro le maschere. Teatrante di rock e cantautore di cuore, “Maps for Moon Lovers” è un disco di ricamo artigianale dove ci si trattiene forse un poco, dove l’istinto e l’emozione conducono il gioco e intrecciano con sex-appeal il filo del discorso in ogni attimo del disco ma che forse avremmo voluto ascoltare con maggiore rabbia e sporcizia – e qui mi ripeto che fa sempre bene al concetto. Invece FAB è elegante, è composto (male per un rocker), ha l’educazione come l’avrebbe un cantautore appunto. Inevitabilmente il tutto diviene romantico. Però dopo l’esordio titolato “Bless” e questa prova che sicuramente ne conferma il talento, attendiamo che arrivi la scrittura che segni un arrivo e un traguardo sul calendario della sua carriera da rocker. E da cantautore non dimentichiamolo…

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