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Sound&Vision

Ezio Bosso @ Tempio di Serapide

Un augurio di avere stanza per essere stanza

Il Premio Civitas (che appunto in latino significa “Cittadinanza”) nato da un’idea di Paolo Lubrano e giunto alla sua ventesima edizione, svoltasi il 1 luglio nel magnifico scenario del Macellum più conosciuto come il Tempio di Serapide con la conduzione di Alessandro Cecchi Paone e alla presenza del Sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia e di tantissime personalità del mondo politico, militare e economico della stessa città di Pozzuoli, è un appuntamento che coniuga meravigliosamente ogni aspetto dell’Arte con l’azione di rinnovamento urbanistico e di rinascita culturale messa in campo da qualche anno da diverse Associazioni e Enti culturali presenti e operanti sul territorio comunale oltre che dall’Amministrazione comunale stessa.
Nel corso di questi anni, il Premio Civitas che ha come obiettivo la valorizzazione e promozione del patrimonio storico, culturale e artistico della città di Pozzuoli, ha assegnato questo particolare e importante riconoscimento a personalità illustri del mondo dello spettacolo, dell’arte, della cultura, facendoli diventare così testimonial ideali della Città stessa.
Tra i nomi di coloro che hanno ricevuto negli anni questo riconoscimento ci sono Sophia Loren, Giancarlo Giannini, Ornella Muti, Tilda Swinton, Edoardo Sanguineti, Carlo Ponti Junior, Samantha Cristoforetti e tanti altri.
Quest’anno il Premio Civitas (una straordinaria scultura del Maestro Lello Lopez) è stato scelto il compositore torinese e direttore d’orchestra Ezio Bosso, per il quale è stata allestito uno speciale palco all’interno del Tempio, appositamente illuminato dall’opera del light designer Filippo Canata, che ha utilizzato il nuovo impianto di illuminazione realizzato da Graded. Oltre al maestro è stata premiata la ricercatrice puteolana Tiziana Vanorio, insegnante di Geofisica alla Stanford University in California che ha condotto un’importantissima ricerca sulla composizione del sottosuolo flegreo i cui risultati, riconosciuti a livello internazionale, aprono la strada a nuove interpretazioni del fenomeno sul bradisismo.
Il concerto è stato un grandissimo successo e ha visto una fortissima partecipazione di pubblico che ha assistito anche dall’esterno del perimetro dello stesso Macellum ad un evento di rarissima bellezza fatto non solo di musica ma anche di straordinarie parole dello stesso Maestro che hanno accompagnato tutti i brani presentati durante il concerto e che hanno emozionato il cuore di tutti i presenti. E così il pubblico ha avuto modo di conoscere e amare non solo il grandissimo Artista e compositore quale è Ezio Bosso ma anche l’uomo di grande cultura e umanità come ha dimostrato di essere il Maestro durante le due ore che ha condiviso con il pubblico presente.
Una serata di grandi emozioni quindi e, per come l’ha definita il maestro Ezio Bosso, di “condivisione”. Già nella prima parte del concerto ha decantato la bellezza dei Campi Flegrei invitando i presenti a “non disabituarsi alla bellezza, non perdendo l’occasione di esplorare ciò che si dà per scontato, dando così valore a quanto si possiede”.
Poi nel presentare il primo brano di apertura del concerto stesso (“Following a Bird” presentato a Sanremo ) ha più volte ringraziato l’ideatore Paolo Lubrano e tutti coloro che hanno fortemente voluto insignirlo di questo Premio e dell’ onore di diventare un “Puteolano” (anzi “Puzzulano “ preferendo il termine nella lingua puteolana perché di più effetto) spiegando anche il perché dei suoi titoli in inglese, non solo perché nel suo DNA c’è per un ¼ sangue inglese ( e si nota per la sua eleganza e stile davvero “British” e per il suo porsi sempre in maniera assolutamente rispettosa verso la sua Musica e il suo Pubblico) ma perché determinati titoli in lingua italiana non avrebbero reso l’idea, arricchendo le sue presentazioni anche di commenti spiritosi, esprimendo e facendo conoscere un lato di sé inaspettato di un uomo arguto e divertente. L’artista torinese presenta poi alcuni brani contenuti nel suo disco d’esordio “The 12th Room” i quali rappresentano il percorso narrativo dello stesso Bosso, storie di “stanze” che come racconta magnificamente lui stesso durante il concerto sono storie che rivelano le radici della musica che lui scrive e le due anime di Musicista che convivono in lui: il compositore e l’interprete.
Stanze a cui appartengo, o che appartengono alla mia esperienza o semplicemente che appartengono alla storia delle stanze stesse. Alcuni sono i brani che mi hanno aiutato a tornare a suonare, ad uscire dalla “stanza”, quelli con cui ricomincio a studiare. Altri sono brani dedicati da altri compositori a storie di stanze o concepiti da esperienze avute da loro con esse. Mi sono reso conto che in fondo anch’io ho scritto su stanze in passato, e non ci avevo mai fatto caso. Il primo disco rappresenta per me la preparazione alla Sonata, come fossero porte collegate che ci guidano da una stanza all’altra. Ma alla fine, come sempre, è quella storia che non puoi raccontare. Forse seguendola vi riconoscerete o vedrete che tipo di storia era. Perché per me, se racconti una storia la cambi ed è anche per questo che esiste la musica. Per farcele vivere le storie. Io posso solo provare a darvi gli elementi, gli strumenti e aiutarvi un po’ a farlo. E se la regola dice che non si svela mai la fine di un libro o di un film, non si dice mai l’ultimo accordo di un brano. L’album è stato registrato quasi live e con pubblico in sala al Teatro Sociale di Gualtieri tra il primo e il quattro settembre 2015. Ogni suono che sentirete è prodotto interamente dal pianoforte e le dinamiche sono state mantenute rispettando l’esecuzione, la postproduzione è stata minima e basata sul concetto di far avere all’ascoltatore l’esperienza di sentirsi quasi dentro il pianoforte, come fosse il pianoforte stesso una stanza in cui entrare.»
Il pubblico applaude emozionato, si diverte alle sue battute (come quella di dire “non è obbligatorio spegnere i cellulari, a patto però che se squillano voglio rispondere io, o se vi mandano un messaggio lo leggo al microfono !!) e ascolta, rapito, la sua teoria sulle 12 stanze, fonte di ispirazione della sua Musica e sul significato della parola stanza per lui che è fermarsi ma anche affermarsi, che significa prendere coscienza di se stessi che poi porta ad un unico obiettivo essere liberi, dando a tutti uno straordinario augurio “di avere stanza per essere stanza“
Emozionatissimo anche lui, in abiti più informali nella seconda parte del concerto, durante la quale dà prova del suo straordinario Talento di pianista e compositore (suonando cosi vigorosamente il piano da romperne una corda) ritira il Premio Civitas 2016 tra gli applausi infiniti del pubblico in piedi per onorargli il giusto tributo per un Artista di così grande valore, saluta tutti con un bellissimo augurio che testimonia quanto il Maestro, nonostante la sua malattia, sia un esempio di assoluta e totale positività : “In questi ultimi tempi ho imparato a sorridere sempre più spesso. Il mio augurio per voi stasera è “Allenate il sorriso”. Quando sorridiamo chi ci guarda di riflesso ricambia con lo stesso sorriso e magari la giornata va anche meglio. Per questo Vi auguro di sorridere sempre. Smile forever !!

Articolo e foto di Annamaria De Crescenzo


About the author

Annamaria De Crescenzo

Annamaria De Crescenzo

Amante del ballo praticamente da sempre, la sua vita ludica è cambiata con l'incontro fortuito con una Nikon, ora riempie i vuoti lasciati dal ballo facendo foto e scrivendo recensioni sugli eventi musicali.

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