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Sound&Vision

Eugenio Finardi e Paola Rossato @ Trieste Is Rock

Giovanni Aiello
Scritto da Giovanni Aiello

Una serata tutta dedicata al più nobile cantautorato italiano.

Sopra uno di colli di Trieste vigila una antica fortezza, rozza e assonnata. Da lassù la vista abbraccia tutto il magnifico Golfo triestino, uno spettacolo difficile da trovare altrove. Tuttavia nella piazza d’armi del castello di San Giusto si è allestito un grande palco per un concerto davvero unico nel suo genere.
E’ il 27 luglio 2018, in concomitanza con l’esibizione musicale avverrà l’eclissi lunare più lunga del secolo; il cielo è terso e il Satellite sorgerà proprio all’ora d’inizio del concerto, immediatamente sopra il palco.
L’evento è organizzato dall’associazione Trieste Is Rock, che ospiterà due artisti d’eccezione: Eugenio Finardi e Paola Rossato. Una serata tutta dedicata al più nobile cantautorato italiano.
Di Paola abbiamo parlato anche in passato, è un’autrice Goriziana, molto talentuosa e dotata di una voce meravigliosa. E’ stato da poco recensito, qui su SOund36, il suo nuovo disco “Facile”.
Eugenio Finardi non ha bisogno di presentazioni: quella voce profonda, quei testi sognanti e astrali li conosciamo bene. E’ uno dei migliori rappresentanti della migliore musica d’autore forse addirittura a livello mondiale, dimostrazione vivente dello stupefacente connubio che si può creare attraverso la musica e la poesia.
La Rossato apre la sessione proponendo le sue canzoni più travolgenti, ricche di melodie soavi e testi graffianti; navigando tra ironia e speranza. Le sue espressioni dunque sono quelle di coloro che sono nati per vivere su un palco, l’emotività è potente e cattura il pubblico, che reagisce con commozione e sinceri applausi.
Rapido cambio palco.
Finardi e la sua band incidono parole e note su microfoni e chitarre con la dolcezza di un pianista jazz; la Luna inizia a sorgere e lo spettacolo è incredibile. Da un lato scintilla l’astrofilia della musica dell’artista milanese, dall’altro il Satellite eclissato.
Sembra quasi che le canzoni mutino la realtà; sembra che un extraterrestre ci accompagni tutti su di un mondo nuovo e inesplorato, denso di finzione e magia, dominato dalla soave mano della Musica.
Gli spettatori sono magnetizzati, si alzano in piedi e iniziano a cantare e ballare sotto palco. Lo spettacolo è bellissimo, immenso.
E’ la Musica
“che ti vibra nelle ossa
che ti entra nella pelle”.

Articolo e Fotografie di Giovanni Aiello

 

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