Sound&Vision

Ermal Meta @ Piazza Martiri Della Libertà, Teramo

Giovanni Panebianco

“Capodanno Teramo 2019” chiude in bellezza con Ermal Meta

Ermal Meta ha un indubbio legame con la Regione Abruzzo, basti pensare che negli ultimi due anni è venuto a trovarci almeno sette volte, facendo registrare sempre un’affluenza di pubblico considerevole. Quale miglior modo per concludere in bellezza, quindi, la tre giorni del “Capodanno Teramo 2019”, in questa domenica 1 Gennaio? In una piazza gremita, chiusa a 5000 persone (ma se ne contavano altrettante fuori dalle transenne) e con una temperatura polare, il live dell’ultimo vincitore del Festival di Sanremo è iniziato intorno alle ore 18, come pronosticato da La Riccitelli, ente che si è occupato in prima persona di mettere in atto un rigido controllo circa la sicurezza e l’ordine pubblico.
“Non Abbiamo Armi”, brano che dà il titolo al suo ultimo disco, ha aperto i giochi, facendo scatenare subito le fan più accanite che occupavano le prime file: si fanno chiamare “I Lupi Di Ermal” e alla rabbia dell’animale a cui hanno rubato il nome hanno poco da invidiare. Con “Gravita Con Me” si comincia a saltare, come da indicazioni del cantante di origine albanese, mentre subito dopo con “Ragazza Paradiso” torna la calma. Ermal scherza molto con la gente, ironizza sulla sua memoria e sulla possibilità di potersi dimenticare qualche testo. E’ un intrattenitore carismatico e lo dimostra, ad esempio, quando fa intonare al pubblico il coro di “Vietato Morire”, a mio parere, la canzone della sua reale consacrazione, che lo ha portato ad arrivare secondo al Festival di Sanremo del 2017.
Ogni singola nota provoca boati, sia che sprigionino energia come in “Volevo Dirti”, sia che si tocchino i toni riflessivi di “Piccola Anima” o di “Le Luci Di Roma”, accompagnata da una fan action che prevedeva l’accensione di alcune illuminazioni natalizie. Ormai parliamo di un artista maturo, all’apice della sua carriera, che sa come muoversi sul palco, ben assistito da una band che lo segue già da diversi anni e che ci terrei a menzionare singolarmente: Marco Montanari alla chitarra, Emiliano Bassi alla batteria, Andrea Vigentini chitarra e voce, Dino Rubini al basso e Roberto Pace alla tastiera.
Ha messo la parola fine all’esibizione “A Parte Te”, uno dei pezzi più struggenti del suo repertorio, lasciando sicuramente soddisfatto chi ha investito così il primo giorno del nuovo anno.

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