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Recensioni

Enmicasa – III (Sopravvissuti)

Annalisa Nicastro

sono recentemente tornati con il loro nuovo album, intitolato III (Sopravvissuti), un disco dal forte taglio old school

Attivi sin dal 1995, gli Enmicasa non hanno certamente bisogno di tanti preamboli e introduzioni. I veterani, tramite la loro creatura Produzioni Oblio, sono recentemente tornati con il loro nuovo album, intitolato III (Sopravvissuti), un disco dal forte taglio old school e sicuramente ben concertato, ma non per questo esente da sbavature.
La partenza è più che buona, soprattutto a livello sonoro: “Sopravvissuti” e “Fuori Dagli Schemi” hanno degli ottimi beat, dal sapore datato ma non fuori luogo, godibili al pari di “Parlo Per Me”, più west coast rispetto a questi ultimi. Su un beat dalle percussioni vigorose e dal pianoforte cadenzato troviamo anche un Jamil sempre più in ascesa; scelta lodevole da parte degli Enmicasa, sicuramente utile a smentire il vecchio stereotipo del rap italiano secondo il quale i veterani sono particolarmente restii a tendere la mano ai giovani emergenti. Anche “Rapcar” suona più che bene: la sua influenza south, cupa e potente, offre un momento di pausa dalle sonorità più vintage, seppure le vibrazioni del beat non combacino con la carenza di creatività del concetto del pezzo.
Dalla quarta traccia all’ottava iniziano i dolori: le strumentali rimangono ben curate, ma le collaborazioni risultano poco incisive, se non addirittura deleterie. Ted Bee e Michelle Lily si rivelano controproducenti e poco ispirati nelle loro contribuzioni, mentre Meddaman, dal quale ci si aspetterebbe sempre qualcosa in più, non aggiunge né toglie nulla a “La Mia Cosa”. Un peccato, perché sulla carta questo si prospettava come una delle potenziali gemme del disco, rivelandosi invece un pezzo poco ispirato, che sembra quasi uscito da una studio session di metà anni ’90.
Fortunatamente, il livello qualitativo si riassesta una volta fatto il giro di boa: Jewels Jaselle dà il giusto tocco soul a “Outta My Way”, e Giso aggiunge la giusta dose di carisma a “Un Mare di Liquori” (anche se col vecchio Duellz sarebbe stata un’altra roba).
“Immagina” suona invece come un’incompiuta, ergendosi a emblema del disco: ordinato, pulito, ben presentato nei contenuti, ma mai capace di fare il salto di qualità, vuoi per una cosa, vuoi per un’altra (in questo frangente a causa di un inciso fin troppo banale ed elementare). “Ogni Lasciata E’ Persa” e “Conta Solo Quanto Vali” rispettano i loro titoli altisonanti, chiudendo in maniera più che dignitosa l’album.
Non sempre lo status è l’elemento vincente di un gruppo e dei suoi lavori, e non sempre l’esperienza aiuta a cavarsela. I rischi di proporre un album dai suoni old school erano tanti in questo periodo di transizione sonora, e va riconosciuto agli Enmicasa di esser stati più che coraggiosi e meticolosi in merito; tuttavia, la sensazione è che stavolta le lacune si siano palesate più nei contenuti che nella forma.

Patrizio Corda

Enmicasa
III (Sopravvissuti)

Tipo: Album
Label: Produzioni Oblio
Tracce: 14

Parlo Per Me (Feat. Jamil)

La Mia Cosa (Feat. Meddaman)

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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