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Sound&Vision

Emma Marrone @ Palalottomatica, Roma

Benedetta Barone
Scritto da Benedetta Barone

Emma Marrone spettina, più adesso che qualche anno fa!

Non credo di aver mai visto il Palalottomatica così pieno e luminoso. C’era gente in ogni angolo, perfino nei posti retro palco. A riempire il palazzetto, ieri sera, è stata Emma Marrone con la data di chiusura del suo EXIT Tour. Arrivo in ritardo, come al solito, e prendo il mio posto desiderosa di godermi uno spettacolo per me insolito. E’ tutto curato nei minimi dettagli: i giochi di luci, i vestiti della cantante, la scenografia del palco.
Emma spacca quasi il minuto ed inizia in perfetto orario, siamo in Italia, per di più a Roma, inizio a preoccuparmi. E’ un treno, non si ferma mai, canta, balla, salta. La guardo dall’altro del terzo anello e sorrido: Emma è una diva a tutti gli effetti. Sa come muoversi per farsi adorare, cosa dire per far pendere tutto il parterre dalle sue labbra. C’è naturalezza e scioltezza in quello che fa. Emma sovverte tutti gli stereotipi della cantante italiana impegnata: è bella, sicura di sé, è sensuale, e a renderla così “forte” e iconica è proprio la sicurezza che porta impeccabile su tacchi e vestiti importanti. Rimango di stucco per le capacità canore della popstar: in realtà l’ho sempre ammirata, ma non nascondo di averla troppo spesso immaginata come “un altro prodotto da talent show”. E invece no: Emma spettina, più adesso che qualche anno fa.
Chicca dello show è il camerino “a vista”: sul palco viene ricreato lo scenario di un appartamento e Emma stuzzica il suo pubblico cambiandosi sul palco mostrando la sua impeccabile silhouette. Canta persino rialzata la sua “Isola”, guardando tutti come fosse un vero e proprio capitano.
La scaletta sembra essere infinita, la cantante parla poco e lascia spazio alla musica. Non mancano i momenti di emozione in cui lei stessa si ritrova a piangere di fronte a tutto il palazzetto, non mancano i momenti più intimi e acustici che la vedono imbracciare una chitarra e mettersi più a nudo del solito, non mancano neanche i momenti delle sorprese. A sbucare sul palco è proprio il padre, durante il pezzo “Mi Parli Piano”, che accompagna ancora una volta la figlia nel suo più grande sogno. Emma ringrazia tutti (forse anche troppo spesso) e spende molte parole d’amore per la sua famiglia che le ha permesso di arrivare dove è arrivata ora, sostenendola sempre.
Solo a fine concerto capisco la forza di Emma e tutto l’affiatamento del suo pubblico: la cantante regala sicurezza. Emma è l’esempio lampante che una “donna qualunque” con una passione più grande di lei, può farcela, in ogni caso.
Articolo di Benedetta Barone e Fotografie di Andrea Stevoli.

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Benedetta Barone

Benedetta Barone

Suono, scrivo e canto. sono mediamente isterica, una piccola donna innamorata dei particolari.

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