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Interviste

Elio Coppola, Intervista

Alcune domande sull’ Hammond Trio e sul progetto presentato al concerto a Elio Coppola, uno degli artisti del Trio nonché Direttore Artistico della Rassegna “Jazz&Baccalà”.

 Quando nasce l’idea del Trio? Chi ha ideato o creato il Trio o è nata da un’idea di tutti e tre?
L’idea del trio Hammond nasce circa sei anni fa con la voglia di voler creare un sound differente dal classico trio con piano, basso e batteria. In realtà la storia della musica jazz è piena di esempi di trio hammond ma quello che rende il nostro sound ancora più ricco e particolare è l’aggiunta di una grande voce, quella di Walter Ricci.  L’idea di metter su un hammond trio è nata da tutti e tre. Forse sarebbe il caso di precisare che piuttosto l’idea di convertire un pianista in hammondista è stata la mia: Antonio era ed è un grande pianista, ma sono stato io a spingerlo a frequentare se non sbaglio nel 2007 un seminario di hammond col mitico Joey De Francesco. Da quel momento non ha smesso più e di questo so che me ne sarà sempre riconoscente.

Siete tre musicisti super impegnati nelle vostre rispettive carriere con altri gruppi o collaborazioni a progetti importanti. Da cosa nasce quindi l’esigenza di dar vita a questo progetto?
Abbiamo la fortuna di collaborare con tanti fantastici artisti. Walter per esempio, ha avuto delle collaborazioni molto importanti come Mario Biondi, Stefano Di Battista, fino allo storico duetto con Michael Buble’ su Rai1 a Domenica In. E’ molto conosciuto anche in Francia dove si esibisce regolarmente con alcuni dei più bravi musicisti internazionali. Antonio ha collaborato con artisti del calibro di Maria Pia De Vito, Greg Hutchinson, solo per citarne alcuni.
Per quanto mi riguarda, posso dire di essere stato molto fortunato, perché nonostante la mia giovane età ho avuto la possibilità di condividere il palco con alcuni tra massimi esponenti mondiali di questa musica, i miei eroi di quando ero bambino: Benny Golson, Joey De Francesco, George Cable, Peter Bernstein e tanti altri. Attualmente lavoro molto anche oltreoceano infatti, ogni anno, mi reco a New York dove collaboro con tanti musicisti incredibili, giovani e meno giovani e non ti nascondo che uno dei miei prossimi progetti sarà proprio fondare una band a nome mio tutta americana.

Quale sarà il repertorio che presenterete stasera (al concerto nell’ambito della Rassegna Jazz&Baccalà. ndr)?
Con il nostro hammond trio ci divertiamo a riproporre con arrangiamenti originali pezzi che amiamo e che, a nostro avviso, hanno fatto la storia della musica: mi riferisco ai grandi classici cantati da Frank Sinatra, Sammy Davis Jr, composizioni dei grandi Duke Ellington, Dizzie Gillespie.  Non amiamo troppo le etichette, ci piace spaziare dal Jazz al Blues, al Funk. Riproponiamo quindi anche brani dei mitici Stevie Wonder, Ray Charles, James Taylor. Siamo molto attratti anche dalla musica popolare italiana degli anni 60 rifacendoci ad autori come Carlo Alberto Rossi o Bruno Martino.

Ospite della serata Fabrizio Bosso, grandissimo musicista che non ha bisogno di alcuna presentazione. A parte la bravura, perché Bosso e cosa pensate che rappresenti o dia Fabrizio a tale progetto?
Come hai detto, Fabrizio non ha bisogno di presentazioni: è un artista molto intelligente, suona ogni tipo di musica, la sua “voce” è riconoscibile già dalle prime note e questo secondo me fa di un musicista un grande artista. Conosciamo Fabrizio da molto, lui ha qualche anno in più di noi ed è stato uno dei primi musicisti, quando ci affacciavamo a questa musica, a darci credito perché è stato sempre molto attento ai giovani e di questo gliene siamo grati. La scelta di affiancare un artista del suo calibro al nostro trio non può che farci bene, lui è un artista riconosciuto e rispettato in tutto il mondo ed è così bravo da arricchire qualsiasi cosa suoniamo. La collaborazione con lui è nata quasi per caso tre anni fa al JAZZ INN CAPRI, il festival jazz dell’isola di Capri, di cui sono direttore artistico. Ricordo ancora le emozioni di quel concerto: il pubblico rimase incantato dalla nostra musica e dalla tromba di Fabrizio. Penso che fu proprio allora che noi tre ci accorgemmo del potenziale di questa collaborazione e lo stesso penso vale anche per Fabrizio. Da allora, ogni concerto che abbiamo fatto è stato un successo di pubblico e critica. Anche questa sera il teatro è Sold out e questo non può che farci piacere.

Sul palco dimostrate un vero feeling e il vostro desiderio di vivere per la musica e di musica è davvero ammirevole, quali sono i vostri sogni e i vostri progetti futuri?
Sono contento che tu mi abbia fatto questa domanda perché così ti svelo una notizia in esclusiva: la settimana prossima registreremo il primo disco di questo progetto alla “Casa del Jazz” di Roma. Abbiamo preparato un repertorio molto coinvolgente, suoneremo la musica che rappresenta il nostro gruppo e che portiamo in giro per jazz club, teatri e jazz festival. Uscirà per un’etichetta molto importante, ma per adesso non posso svelarti altro.

About the author

Annamaria De Crescenzo

Annamaria De Crescenzo

Amante del ballo praticamente da sempre, la sua vita ludica è cambiata con l'incontro fortuito con una Nikon, ora riempie i vuoti lasciati dal ballo facendo foto e scrivendo recensioni sugli eventi musicali.

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