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Recensioni

Elena Ledda – Làntias

Dodici pezzi di grande spessore artistico rimarranno per molto tempo a venire scolpiti nella storia della musica tradizionale italiana.

“Làntias” è, salvo errori, il diciasettesimo lavoro discografico di Elena Ledda. Un disco maturo, riflessivo, “impegnato”, che richiede e merita di essere udito con attenzione perchè contenente canzoni splendide che catturano e che possono suscitare il più vivo interesse nell’ipotetico ascoltatore.
Dodici pezzi di grande spessore artistico per cinquanta minuti di ascolto musicale, “Làntias” (vocabolo che nella lingua dei sardi significa “lumi”) ha nel proprio DNA quegli elementi che concorrono a farlo diventare opera importante e duratura nel tempo non solo perchè ha appena guadagnato un riconoscimento prestigioso come il Premio Nazionale Città di Loano per la Musica tradizionale Italiana, ma anche perchè al momento in cui scriviamo concorre come finalista per l’assegnazione di una delle targhe Tenco per il 2018.
Sono riconoscimenti meritati e di eccezionale evidenza che premiano il talento di un’artista coerente e innovativa al tempo stesso che ha saputo portare la musica sarda nei più diversi contesti nazionali e internazionali. Le canzoni cosi come le ascoltiamo nel disco sono il frutto della collaborazione della cantautrice sarda con un gruppo (monolitico quanto ad esperienza e ad affiatamento) di eccellenti musicisti. Di esso fanno parte Mauro Palmas (liuto cantabile, mandola e mandolocello), Marcello Peghin (chitarra classica dieci corde, chitarra baritona e chitarra elettrica), Silvano Lobina (basso elettrico e arrangiamenti), Andrea Ruggeri (batteria e percussioni ), Simonetta Soro (Voce). Anche i musicisti ospiti sono di assoluta eccellenza: oltre a Gabriele Mirabassi (clarinetto) e a Luigi Lai (Launeddas) partecipano alla realizzazione di “Làntias” il sassofonista Enzo Avitabile, Gianluca Pischedda (violoncello) e Gigi Biolcati (Kalimba). Eclettico e corposo, “Làntias” spazia, prende spunto e si fa liberamente influenzare dalle diverse tradizioni musicali sarda, greca, mediorientale e mediterranea in genere. Così facendo riesce a esprimere una musica che ha come collanti il suono caldo, coinvolgente e immaginifico di certo rock (quello che si confronta e che si mescola, diventando tutt’uno con esse, con le più differenti tendenze musicali e anche con la musica etnica) da una parte e quello del jazz dall’altra.
Splendidi e di assoluto rilievo anche specificamente letterario i testi di Maria Gabriela Ledda: essi costituiscono un corredo poetico insostituibile senza il quale sarebbe impossibile immaginare ugualmente efficaci e in grado di richiamare emozioni canzoni come “Cantu luxis”, “Ca sa terra est tunda”, “Ses andau” e anche le altre.
“Làntias”, ne siamo certi, rimarrà per molto tempo a venire scolpito nella storia della musica tradizionale italiana.

About the author

Giovanni Graziano Manca

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

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