Recensioni

Edoardo Chiesa – Le Nuvole Si Spostano Comunque

Fortunato Mannino

Edoardo Chiesa sa conciliare la leggerezza e la semplicità del pop con l’introspezione e l’intensità del folk

Ho avuto sempre un debole per la musica cantautorale ma, nonostante siano molte le proposte di recensione, ben poche riescono a trasmettermi qualcosa d’interessante. La fortuna di scrivere su un giornale libero è la possibilità di scegliere, ma anche quella di poter scartare. Va da sé che il non scrivere di qualcosa non è una bocciatura, ma una mancata empatia. E così il 2018 ha rischiato seriamente di avere uno zero alla voce cantautori. Per fortuna qualche bella proposta è arrivata e, finalmente, eccoci qui a presentare Le Nuvole Si Spostano Comunque, secondo album di Edoardo Chiesa. Ricordo bene che a catturare immediatamente la mia attenzione fu la copertina. Ho spiegato, diverse volte, che il mio approccio col disco è visivo. Lo sfondo è occupato dai particolari di un quadro che, se non lo è, ricorda molto le opere di Munch: un cielo rosso al tramonto separato da una linea netta e sinuosa dalle profondità del mare. In primo piano la metà del frutto essiccato dell’Araujia, pianta bella e crudele allo stesso tempo.
Le prime note mi convinsero subito, ma una concomitanza di eventi mi ha fatto tardare l’ascolto attento. Ho ripreso il disco, forse anche per inconscia necessità, nell’ improvviso e freddo autunno che è appena passato e…le sensazioni avute si confermano. Il poetico titolo fa da preludio a dieci brani o se si preferisce ad una mezz’ora abbondante di musica. Una scelta quella del numero di brani e del tempo che tradisce equilibrio e cura. Scelta che mi sento di elogiare pubblicamente perché, inutile nasconderselo, la voglia di riempire a forza i 75 minuti di un CD si è rivelata deleteria.
La scrittura di Edoardo Chiesa appare più matura rispetto al precedente album e i testi rivelano la dimensione intima e introspettiva dell’album, Occhi, in tal senso, è la più emblematica. Ma le riflessioni e le sensazioni aprono anche squarci su una società sempre più arrogante e frenetica come nel caso di Se Fossi In Te, brano che mi è piaciuto di più, e Domenica decisamente improntata sul sospetto e l’incomunicabilità. I grandi che hanno influenzato la scrittura di Edoardo Chiesa aleggiano, si percepiscono, ma possiamo dire che non ne resta imprigionata.
Le Nuvole Si Spostano Comunque è un gioiellino acustico, registrato in presa diretta, nel quale predomina, oltre alla voce e alla chitarra dell’autore, uno spirito che sa conciliare leggerezza e semplicità del pop con l’introspezione e l’intensità del folk.

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