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Sound&Vision

Earthset @ Ausonia Club

Fortunato Mannino

Continuano gli arrivi e le partenze all’Ausonia Club e, questa volta, con non poco tempismo, Filippo Sorgonà è riuscito ad intercettare, sul finire di una mini tournée calabro – sicula, gli Earthset. Una buona occasione per trascorrere con loro una bella serata, ascoltare le loro canzoni e saperne di più su In A State Of Altered Unconsciousness, album d’esordio uscito l’anno scorso, e sul nuovissimo EP Popism. Prima di raccontarvi di sensazioni e notizie è giusto che vi presenti, per grandi linee, la band. I quattro componenti, tutti studenti universitari, si conoscono a Bologna dove oggi risiedono. Li accomuna l’amore per la Musica, la cultura in generale e la voglia di raccontare e raccontarsi utilizzando questa passione comune. Affermazione non scontata se, come ci rivelano, i testi vengono scritti solo in un secondo momento. Da dubbi esistenziali e letture colte nasce In A State Of Altered Unconsciousness dove le atmosfere sono cupe come il senso di precarietà e d’incertezza o, se si preferisce, come la realtà. Il mood dell’album si rispecchia nel suggestivo paesaggio nebbioso della copertina. Nel sound riaffiorano le radici musicali di ognuno e, con un pizzico d’orgoglio, ci dicono che non c’è rock-blues. Il gran lavoro sugli arrangiamenti, le armonie e i testi è evidente, anche perché Ezio Romano, chitarrista e voce del gruppo, ha una formazione classica. La prima, immediata, differenza tra In A State Of Altered Unconsciousness e Popism è nella copertina: la foto in bianco e nero di un paesaggio naturale, nel primo, un disegno astratto e colorato, nel secondo. L’approccio esteticamente è più immediato, sicuramente il gruppo ha snellito e smussato gli approcci più cupi, ma ironia e autoironia non rappresentano altro che un’evoluzione e non una semplificazione. Ironia e autoironia che mi sembra, oggi che scrivo, di cogliere nel titolo stesso, che alle evidenti connotazioni di pop sembra unire la parola sofisma, rimandando ad un concetto solo apparentemente giusto. Il tempo scorre veloce, si chiacchiera un po’ di tutto e se tutto non può contenere un articolo, permettetemi di evidenziare la solarità, la cordialità, la cultura, la passione e l’amore verso la Musica che traspare nelle parole di questi ragazzi a cui auguriamo il meglio.
Le parole lasciano spazio proprio alla Musica, quando anche l’ultima nota sfuma, è chiaro, purtroppo, che si è giunti ai saluti. Il mondo di internet ci terrà aggiornati, ma l’augurio è quello di ritrovarli presto e, nel frattempo, aspettiamo nuovi arrivi.

 

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