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Recensioni

Doracor – Passioni Post Moderne Di Un Musicista Errante

Fortunato Mannino

Affonda le sue solide radici nel prog sinfonico

Come sarebbe la nostra vita se non solo avessimo la certezza di non morire, ma anche quella di poter ricordare le esperienze delle vite precedenti? Difficile da immaginare una situazione simile! Il cinema e la tv hanno elaborato saghe e film su gli Highlanders, ma pensare che possa essere una situazione verosimile farà sicuramente sorridere molti. Eppure… le nuove teorie sulla fisica quantistica non fanno che prospettare scenari affascinanti e un’infinità di universi dove diversi Noi vivono vite parallele. La verità è che il confine tra scienza e fantascienza, tra realtà e fantasia è labile. Al momento niente è dimostrato o dimostrabile, però una sicurezza ce l’abbiamo: la teoria del biocentrismo del dott. Robert Lanza ha ispirato Passioni Post Moderne Di Un Musicista Errante… nono album dei Doracor.
Il progetto, a cui fa capo il tastierista e compositore Corrado Sardella, con quest’album, ambizioso quanto affascinante, festeggia il suo ventesimo anno di attività. E che tutto sia curato fin nei minimi particolari lo si evince, immediatamente, dall’elegante packaging. Bella la copertina, peccato che non sia prevista un’edizione in vinile, che ci trasporta in un mondo parallelo e paradossale, nel quale il passato è il presente e il futuro è il passato. Un universo al contrario che riprende sia la letteratura steampunk che l’ambientazione del videogame Machinarium. È in questo contesto che si snoda, lungo un percorso lungo un’ora e mezza, il viaggio del musicista errante.
Un’ora e mezza di Musica che affonda le sue solide radici nel prog sinfonico e che, come spesso capita negli album dei Doracor, si avvale della collaborazione di musicisti di primissimo piano: Alessandro Corvaglia (La Maschera di Cera, Delirium), Red Canzian (Pooh), giusto per citare due dei tanti ospiti. Il doppio cd è prevalentemente strumentale, ma non mancano i brani cantati e due, in particolare, racchiudono un po’ il senso dell’intero album: Il Canto Delle Onde, oscura e disperata, e Theosis, nella quale la presa di coscienza segna un nuovo inizio.

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