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Interviste

Dj Nofun – Le Naphta Narcisse : Heroes #4

Annalisa Nicastro

SOund36 è mediapartner di Heroes: Roma come New York. Il 18 Novembre alle Mura c’è il quarto appuntamento della nuova e rivoluzionaria serata rock della capitale con Le Naphta Narcisse e il dj Nofun. SOund36 ha fatto una chiacchierata prima con il Dj e poi con la band, eccole!

Graziano, quando hai deciso di diventare anche DjNofun?
Era ottobre del 2007 e frequentavo il locale più sporco di Trastevere, un incrocio tra il cesso di Trainspotting e il bar di Boe, tanto amato da Homer.
Ho iniziato improvvisando lezioni sulla New Wave, mescolando biografie e brani delle bands più rappresentative di quel periodo. Un dj set tira l’altro ed eccomi arruolato; l’esasperato amore per Iggy Pop mi ha poi ribattezzato Nofun.

Parlaci un po’ dei tuoi gusti musicali, è vero che ami accostare generi molto eterogenei?
Sarete stanchi di sentirvi dire che la musica è meravigliosa a 360 gradi, ma spesso le banalità sono vere, come in questo caso. Ho sempre pensato che la storia della musica sia come una lunga catena intrecciata, composta da migliaia di piccolissimi anelli formati dalle band che hanno contribuito a creare generi, chiudere periodi o semplicemente ad ispirare altre band.
I miei djset sono molto legati alla storia della musica e cerco sempre di accostare brani che, seppure diversi tra loro, siano comunque uniti da un filo conduttore…al di là delle mode, di quel che la gente vuol sentire, a volte anche al di là dei bpm.

Visto che ami molto la Berlino musicale degli ultimi anni, dacci qualche consiglio musicale
La scena musicale berlinese di oggi non è sicuramente di larghe vedute ma, nel suo genere, è la migliore ed è all’avanguardia rispetto a tutte le altre, Londra compresa.
Io amo la musica elettronica tanto quanto il rock e trovo soprattutto nella minimal e nella micro house le caratteristiche che più esaltano la musica sintetica: la quasi totale assenza di linee melodiche, il ritmo matematico, ispirato al Kraut e la limpidezza assoluta. Seguo sin dal suo inizio l’etichetta Kompakt che, con i suoi guerrieri come Gui Buratto, The Field, etc. ha contribuito a creare uno stile inconfondibile. C’è poi anche Trapez che, come Kompakt, spesso pubblica compilation epocali con i successi delle proprie scuderie.
Dove trovarli? Io vado in un negozietto a Kreuzberg, dove sfoggio il mio tedesco imbarazzante senza essere insultato solamente grazie agli euro che ogni volta lascio nelle loro casse, ma si possono acquistare sia online che in negozi del settore, a Milano c’è Frip.

Che cos’è il progetto Bicromia da te fondato?
Bicromia nasce dall’incontro tra me e Madesi: padre e conduttore del programma radiofonico Area51 in onda su Radio Popolare, che sta riscuotendo un grande successo. Si tratta di un contest live che mette in evidenza, con grande intuito, le nuove promesse del rock italiano.
Madesi, oltre ad essere conduttore e dj, è per me soprattutto un grande amico e quando due amici si trovano insieme, parlano, bevono, fumano, ridono e cazzeggiano e cosi, alle 6 di una mattina di primavera del 2010, mentre cercavamo il modo di unire le nostre qualità, è nata Bicromia. Il progetto vuole fondere i live dei gruppi del vivaio di Area51 al djset bicromatico di Nofun e Madesi. Non si tratta di una staffetta tra due dj su una consolle ma di due consolle unite da un terzo mixer che mescolano suoni su brani e loop con mix, il tutto da quattro piatti racchiuso in una gabbia di tulle e accompagnato da immagini 3d sospese nei due colori di Bicromia. Tra gli altri hanno suonato con noi i Nohaybandatrio, The Tunas e Tying Tiffany.

Fai parte di Heroes come dj resident, cosa ne pensi? cosa pensi sia necessario alla scena musicale e romana in particolare?
Di Heroes penso che mi rappresenti molto, infatti ha un obiettivo simile a quella di Bicromia: live set e djset uniti per formare un unico prodotto. Le prime tre date di Heroes sono state coinvolgenti al punto da superare le nostre aspettative, ricevendo una risposta fortissima da parte del pubblico. Ciò che più mi lega ad Heroes è la selezione che si è creata combinando staff e pubblico in una sfera piena di talento e curiosità; tutto questo lascia a chi suona, me compreso, una libertà che consente di esibirsi al meglio, anche esagerando davvero.
Io non credo di aver più voglia di dire cosa manca in Italia, perché oramai è fin troppo evidente, di certo, se faticate a trovare gusto e innovazione, sappiate che per Heroes tutto questo è solo il primo capitolo.

Le Naphta Narcisse

Perchè e come siete attirati dal concetto di Narcisismo?
Come tutti sanno il Narcisismo è sostanzialmente un certo, e ben noto, disturbo della personalità, riconosciuto e teorizzato dai maggiori studiosi di psicologia e psicoanalis; il fatto è che da tale patologia non siamo semplicemente attirati…ne siamo coscientemente affetti.

Vi definite un’entità artistica e sovversiva…cioè?
Dunque, secondo noi una band dovrebbe essere il risultato dell’ incontro della personalità, della volontà e della storia di ogni membro che la compone. Tale risultato però non può essere dato dalla semplice addizione di questi fattori ma, piuttosto, dalla loro fusione; non è semplice ma alla fine ciò che ne deriva dovrebbe essere un qualcosa che ha una personalità, una volontà e una storia ben definite e a sè stante ma che non appartengono più a nessuna persona fisica…questo qualcosa non saprei come definirlo se non come ENTITA:
ARTISTICA…sentiamo spesso dire, soprattutto dai musicisti, frasi del tipo: “la parola artista è un pò troppo” oppure “io non mi definisco così, gli artisti veri sono ben altra cosa” etc. Io mi limito a dire che la Musica è un’Arte, probabilmente la più antica, forse di tutte le arti la regina, e che non bisogna averne paura o eccessivo rispetto nel momento in cui sai suonare uno strumento e attraverso quello onestamente e profondamente esprimi te stesso, a prescindere dal fatto che tu un giorno sia o non sia considerato universalmente un artista o che tu ti ci senta o meno, è quello a cui devi tendere altrimenti dai fuoco agli strumenti e stai a casa.
SOVVERSIVA…non per fare i misteriosi ma per comprendere questo aspetto potete solo ascoltare “Narcisi Geishe” il nostro primo album in prossima uscita(segretezza, organizzazione e effetto sorpresa sono fondamentali se vuoi sovvertire qualcosa).

I naphta si sono “sciolti” e poi ritrovati: cosa c’è di nuovo?
Il basso…prima non c’era.

Fate parte del progetto Heroes, che cosa ne pensate? Cosa pensate sia necessario alla scena musicale italiana e romana in particolare?
Pensiamo che heroes sia una grande opportunità per Roma di dimostrare che il rock e la musica alternativa non sono solo una realtà extra capitolina. E soprattutto di far capire e forse aiutare a cambiare la politica attuata fino ad adesso dalla gran parte delle realtà “indie” . Ossia una piccola e brutta copia del Modus operandi mainstream.
Serve apertura e condivisione. Un nuovo modo di pensare e realizzare. Nelle crisi sociali i gruppi e le comunità si chiudono e difendono il proprio dagli stranieri. Forse è il caso di abbattere questi portoni costruendo una vera rete di scambio e supporto. La discografia come l’abbiamo conosciuta è morta, od esala gli ultimi rantoli. Aiutiamola a morire…liberandoci per sempre da questo cancro.

Il vostro sogno musicale più grande al momento qual’è?
Personalmente…vedere Albano cantare con i Queen per il loro ultimo tour mondiale.

Heroes #4
18 novembre
Le Naphta Narcisse
@ Le Mura
via di Porta Labicana 24
Roma

Un solo gruppo. Un solo live. Tanta bella gente. Tanta buona musica, prima e dopo il concerto.
Le Naphta Narcisse.
Delirio totale ben organizzato. Rock italiano dalla grande teatralità, concerti vivi e viscerali, sfuriate noise, testi surreali e mai scontati per la band romana.
http://www.youtube.com/LeNaphtaNarcisse

A seguire dj Nofun (from Magnolia, MI)!

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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