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Interviste

Diodato- Heroes #2

Annalisa Nicastro

Siamo pronti a lasciare una volta per tutte lo snervante, provincialissimo e stupido snobismo che avvelena l’underground musicale italiano?
Heroes è una risposta!

SOund36 è mediapartner di Heroes: Roma come New York! Leggete l’intervista a Diodato che stasera salirà sul palco per il secondo appuntamento con Heroes.

Chi sono i tuoi eroi musicali?
Quando ero bimbo ballavo le canzoni di Celentano. 
Poi nell’adolescenza ho scoperto il pop ed il rock inglese. Ne ho amato le grandi band storiche tipo i Floyd ed i Beatles e poi quelli che erano i nuovi arrivati, Radiohead su tutti. Poi c’è stato Jeff Buckley, poi Battisti e poi pian piano i grandi cantautori italiani, De André (a cui ho fatto un piccolo tributo nel disco), Modugno, Tenco ma anche i compositori tipo Rota e Morricone.

Come si incontrano nelle tue canzoni lo spirito anglosassone e i nostri cantautori?
Credo di essere molto italiano nella scrittura e in tutto il resto, ma adoro l’attenzione al sound delle band inglesi. E’ una cosa che ho ricercato e fortemente voluto nel mio primo disco.

“E Forse Sono Pazzo” come nasce?Ti va di parlarci della band che ti ha aiutato?
“E Forse Sono Pazzo” rappresenta i miei vent’anni. Sono brani scritti in diversi periodi e metterli tutti insieme in un disco sembrava davvero una follia. Ma ogni canzone è una parte di me, talvolta neanche troppo filtrata. Proprio per quel discorso del sound ho cercato dei musicisti che la pensassero come me ed una volta trovati mi sono affidato a loro. Danilo Bigioni, il bassista, ti basta guardarlo e ascoltarlo per capire quanta “scelta” c’è nella sua attitudine musicale. Daniele Fiaschi è il chitarrista mancino dal grande estro incapace però di offuscarne la classe e l’eleganza. Alessandro Pizzonia, il batterista apparentemente granitico, ha un’anima musicale più simile a lava incandescente, che lo porta a sperimentare, mettere in discussione e a farsi guidare dall’emozione. Duilio Galioto è il ricercatore di tesori nascosti che riesce a trovare in qualsiasi strumento gli capiti tra le mani. Sono tutti musicisti tecnicamente eccezionali ma la cosa che li rende unici è la loro personalità musicale. Poi a loro si è aggiunto Daniele “ilmafio” Tortora, produttore che ha dedicato una vita all’attenzione per il suono e che quindi mi è sembrato subito quello giusto. Il lavoro fatto insieme ed il risulato finale hanno confermato le impressioni.

Fai parte del progetto Heroes, che cosa ne pensi? Cosa pensi sia necessario alla scena musicale italiana e romana in particolare?
Cosa si può pensare di Heroes dopo che ne entri a far parte? Che è una figata! Ci sono anch’io. Ma a parte gli scherzi credo che in Italia ci vorrebbero molti Heroes, molti eroi capaci di leggere la situazione in cui siamo. E’ inutile far finta che ci siano ancora certe possibilità. L’unione, la vicinanza tra artisti è l’ultima ancora di salvezza. 
La domanda è: Siamo pronti a lasciare una volta per tutte lo snervante, provincialissimo e stupido snobismo che avvelena l’underground musicale italiano?
Heroes è una risposta.

Heroes: Roma come New York.
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19 Ottobre Heroes #2 DIODATO @ Le Mura via di Porta Labicana 24 Roma

La prima serata è stata una meraviglia. Ci avete fatto ricordare perchè siamo felici e orgogliosi di essere parte di Heroes. Siete tanti, siete belli e siete traboccanti di ammmore e di rum, come piace a noi. Rimorchiate con eleganza, chiedete il permesso prima di mettere la lingua in bocca al vostro vicino e soprattutto quando sentite che c’è della musica che spacca il culo sul palco, non ve ne state fuori a fumare ma vi precipitate dentro a godere. Eroi. Siete i nostri EROI. E ora pronti per la seconda puntata con un ospite d’eccezione: DIODATO. Questa è la parte melensa: le nostre cattiverie letterarie, estetiche, musicali e filosofiche le trovate su www.heroesroma.com

Diodato si appassiona sin da piccolo alla musica anglosassone e a quelle storiche band degli anni ’60 e ’70 che l’hanno resa grande. Scopre solo più in là i grandi cantautori della canzone italiana. È dall’incontro tra questi due mondi che nasce la sua attitudine musicale. Entrato in studio nel 2011 con l’affiatata band che lo ha sempre accompagnato in anni di intensa attività live (Daniele Fiaschi alla chitarra, Alessandro Pizzonia alla batteria, Danilo Bigioni al basso e Duilio Galioto al piano, wurlitzer e organo), si è affidato alla sapiente regia di un produttore artistico, Daniele “ilmafio” Tortora, già collaboratore, fonico e/o produttore di numerose band e cantautori italiani come Roberto Angelini, Raiz, Planet Funk e Afterhours. Da questa collaborazione è nato “E Forse Sono Pazzo”, un disco d’esordio che si allontana spesso dalla forma cantautorale italiana per entrare in uno spirito molto più immediato, quasi istintivo e in cui emerge un’attenta cura dei suoni. L’album è stato anticipato dal singolo “Panico” di cui è disponibile online il videoclip girato da Fabio Tarantino.


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Dopo il concerto, come sempre, si balla fino a quando non si cade svenuti in mezzo alla pista, con quell’artista pazzo e scriteriato che risponde al nome di NoFun. Cioè, non è detto che risponda, ma voi provate a chiamarlo. Il nostro personale è addestrato a raccogliervi delicatamente e depositarvi in un luogo riparato in attesa che riprendiate coscienza.

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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